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Attualità | 20 ottobre 2025, 15:31

Cornigliano, addio al progetto Palabombrini: al suo posto nascerà un grande parco urbano

Il Comune partecipa al bando regionale contro il consumo di suolo per trasformare le aree dell’ex Ilva in 13.000 metri quadrati di verde pubblico, con spazi per sport leggeri, relax e socialità. La nuova legge regionale rende insostenibile il maxi impianto sportivo previsto dalla precedente amministrazione

Villa Durazzo Bombrini

Villa Durazzo Bombrini

Il progetto del Palabombrini di Cornigliano non vedrà la luce. L’impianto sportivo per l’atletica indoor, con tribune da 3.500 posti, campi da volley, basket, pallamano e calcio a cinque, immaginato dalla precedente amministrazione, è stato definitivamente accantonato.
Al suo posto, su parte dell’area dismessa dell’ex Ilva nei pressi di Villa Durazzo Bombrini, sorgerà un parco urbano di 13.000 metri quadrati, un intervento più sostenibile e coerente con le nuove normative ambientali e urbanistiche.

L’iniziativa è stata presentata a Palazzo Tursi dagli assessori Massimo Ferrante e Francesca Coppola, e sarà finanziata grazie a una combinazione di fondi: 9 milioni di euro già disponibili da Società per Cornigliano (costituita da Regione, Città metropolitana, Comune e Invitalia Partecipazioni), ai quali potrebbero aggiungersi fino a 4 milioni di euro attraverso un bando regionale contro il consumo di suolo.

L’ammontare del finanziamento dipenderà dal numero e dalla tipologia dei progetti presentati, e sarà la Regione a decidere come suddividere le risorse” spiega l’assessora Francesca Coppola. “Il nostro progetto ha una dimensione rilevante, quindi richiede un cofinanziamento importante. Il bando non copre interamente le spese, ma prevede una compartecipazione da parte dei Comuni: vogliamo rafforzare la proposta proprio in questa direzione, per dare solidità e concretezza all’intervento”.

Il Palabombrini avrebbe avuto un costo stimato tra i 40 e i 50 milioni di euro. A farlo decadere è stata la nuova normativa regionale, il Piano per il Rischio Idrogeologico (PRGA), che limita la costruzione di grandi volumi nelle aree vicine a corsi d’acqua e in zone a rischio esondazione, come quella del Polcevera.

Il nuovo progetto punta invece su un parco naturalistico e sostenibile, pensato come spazio pubblico aperto e multifunzionale.

Sarà un parco pubblico aperto a tutti - spiega Coppola -. L’area, di 13.000 metri quadrati, rappresenta una dimensione significativa per la città e ci permette di aumentare le dotazioni di verde urbano, specialmente in quartieri che hanno già dato molto e ai quali vogliamo restituire spazi di qualità. Il parco avrà una forte vocazione naturalistica: il bando richiede particolare attenzione alle alberature e alla permeabilità dei suoli. Le pavimentazioni saranno ridotte al minimo e non impermeabili, per favorire il drenaggio delle acque meteoriche e contrastare le isole di calore”.

All’interno troveranno posto attività a basso impatto ambientale, aree per lo sport non agonistico, spazi per i bambini, per il relax e la socialità. “L’impianto complessivo - aggiunge Coppola - resterà quello di un parco naturale e accessibile, in linea con i criteri di progettazione sostenibile e di adattamento ai cambiamenti climatici”.

Se sovrapponiamo il progetto al parco seicentesco di Villa Bombrini - osserva Ferrante - lo spazio risulta praticamente coincidente. Naturalmente, quello del Seicento era il tipico giardino di una villa di campagna, come molte altre dei Rolli. Oggi vogliamo invece un parco contemporaneo, che offra servizi, socialità e benessere ai cittadini”.

Su impulso della sindaca, il progetto prevede anche un impianto sportivo leggero, a raso o con una struttura minima, pensato per gli sport di quartiere e per garantire un presidio costante dell’area. “Non sarà destinato all’atletica né al calcio - precisa Ferrante - ma a discipline emergenti, molto amate, che oggi non hanno spazi adeguati in città. Vogliamo creare luoghi accessibili e vissuti, che possano essere gestiti anche da realtà locali e che assicurino una presenza stabile e positiva nel parco”.

Attualmente l’area non è ancora disponibile perché IRE sta completando gli interventi per ridurre il rischio di esondazione: oggi la zona è ancora classificata come esondabile. “I lavori di mitigazione interessano la sponda destra del Polcevera - spiega ancora Ferrante - e solo una volta terminati potremo procedere alla fase realizzativa vera e propria”.

Gli uffici comunali di Progettazione Opere Pubbliche hanno già redatto un Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE) preliminare. L’amministrazione intende ora avviare un percorso partecipato con i cittadini di Cornigliano e con Società per Cornigliano per definire il progetto definitivo.

Se anche i fondi regionali non dovessero arrivare -  aggiungono Coppola e Ferrante - il Comune cercherà altre vie di finanziamento, attraverso bandi europei o risorse dedicate. È stata valutata anche la possibilità di attingere al bilancio comunale, pur sapendo che è già fortemente impegnato su altri fronti e sul PNRR. Tuttavia, l’obiettivo primario resta quello di trovare risorse esterne: partecipare al bando regionale è una scelta coerente, perché le sue finalità coincidono con le richieste del territorio”.

La conclusione dei lavori, in uno scenario ottimistico, è prevista tra la fine del 2027 e il 2028. “La viabilità di accesso dovrà essere ripensata dopo il completamento delle opere sul Polcevera - conclude Ferrante - valutando anche la possibilità di introdurre il doppio senso di marcia”.

La realizzazione del progetto fa parte degli impegni assunti dal Comune di Genova con l’adesione al “Protocollo per le città verdi resilienti” nell’ambito del progetto europeo Life+ A_Greenet, approvata con apposita delibera lo scorso agosto. L’iniziativa mira a migliorare la qualità e la quantità degli spazi verdi sul territorio comunale, adottando soluzioni basate sulla natura: dall’impiego di specie arboree autoctone e poco idro-esigenti alla riduzione dell’impermeabilizzazione del suolo. Obiettivi centrali del progetto sono rafforzare la resilienza dell’ambiente urbano, migliorare la qualità dell’aria e contribuire alla salute e al benessere dei cittadini.

Chiara Orsetti


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