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Genova | 01 novembre 2025, 09:51

Respinta la richiesta di archiviazione, Francesca Ghio farà il nome del suo stupratore in aula

Dopo la denuncia di violenza, la capogruppo di Avs in consiglio comunale sarà ascoltata dal gip il prossimo 18 dicembre

Respinta la richiesta di archiviazione, Francesca Ghio farà il nome del suo stupratore in aula

Il giudice per le indagini preliminari Matteo Buffoni ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dalla procura di Genova nel procedimento che riguarda Francesca Ghio, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) in consiglio comunale. La consigliera, lo scorso anno, aveva rivelato di essere stata violentata da un conoscente quando aveva appena dodici anni.

Il 18 dicembre Ghio sarà ascoltata in aula e potrà fare il nome del suo aggressore, dando così un nuovo impulso all’indagine che sembrava destinata a chiudersi.

La procura, con il pubblico ministero Federico Panichi, aveva chiesto l’archiviazione del caso, sostenendo che la denuncia fosse arrivata troppi anni dopo i fatti e che quindi il reato fosse prescritto. L’avvocato della consigliera, Michele Ispodamia, aveva però presentato opposizione, accolta dal gip Buffoni, che ha fissato l’interrogatorio per dicembre.

Era il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, quando Francesca Ghio, intervenendo durante una seduta del consiglio comunale, aveva raccontato pubblicamente di essere stata vittima di abusi fisici e psicologici tra le mura di casa da parte di un uomo, conoscente dei genitori e appartenente alla cosiddetta “Genova bene”.
Le sue parole avevano suscitato grande commozione e acceso il dibattito sulla violenza di genere, portando anche a una telefonata di solidarietà da parte della premier Giorgia Meloni.

Dopo quella rivelazione, erano state avviate indagini preliminari che si erano però arenate per via della presunta prescrizione del reato. Con la decisione del gip, la vicenda tornerà ora davanti al giudice, e la testimonianza della consigliera potrà essere messa agli atti.

Si chiude così, nel modo da noi auspicato, un braccio di ferro con la procura di Genova durato un anno - ha commentato Ghio -. A beneficiarne sarà la procura stessa che, al di là delle decisioni che assumerà il giudice, avrà la possibilità di utilizzare in eventuali processi contro questo soggetto la mia testimonianza; infatti le persone che commettono questi reati tendono a reiterare i loro comportamenti”.
E conclude: “La contentezza che provo la dedico a tutte le donne che non denunciano per paura di non essere credute”.


 

Redazione

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