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Attualità | 10 novembre 2025, 15:10

Crisi Amt, lavoratori in presidio davanti alla rimessa di Marassi: "Dirigenti dimettetevi"

Autisti, macchinisti e personale in biglietteria hanno incrociato le braccia dalle 11.30 alle 15.30. Roberto Piccardo (Ugl Fna): "L'alta partecipazione conferma quanto gravi siano le difficoltà all’interno dell’azienda. A pagarne il prezzo sono sempre lavoratori e utenti"

Giornata di sciopero con presidio dei lavoratori Amt davanti alla rimessa di Marassi. Autisti, macchinisti e personale in biglietteria hanno incrociato le braccia dalle 11.30 alle 15.30. Al presidio hanno partecipato in molti, esponendo anche uno striscione davanti alla rimessa di via Bobbio con la scritta: "Dirigenti dimettetevi". 

"Oggi lo sciopero ha avuto una partecipazione molto alta - Roberto Piccardo, segretario Ugl Fna - e conferma quanto gravi siano le difficoltà all’interno dell’azienda. A pagare il prezzo di questa situazione sono sempre lavoratori e utenti". 

Secondo il segretario, da quattordici mesi i filobus destinati alla linea 20 restano parcheggiati a Campi a causa di problemi tecnici che ne impediscono l’entrata in servizio: "Intanto, vista la vetustità dei vecchi filobus, spesso sulla linea si vedono mezzi a gasolio - sottolinea Piccardo - Non possiamo non chiedere conto di un disservizio del genere". 

Il sindacalista denuncia una gestione complessa e inefficiente: "In Amt tutto è difficile: dai giorni di riposo difficili da ottenere, ai colleghi costretti a scambiarsi i bus al capolinea, alla mancanza cronica di ricambi e approvvigionamenti". 

Piccardo ricorda anche la necessità di maggiore sicurezza sui mezzi: "Con la nuova tariffazione avevamo chiesto la presenza delle forze dell’ordine soprattutto nelle ore serali, qualcosa è partito grazie a un’intesa con la polizia locale, vedremo se basterà". 

"Guardando il parco mezzi fermo sotto la direzione - conclude Piccardo - sembra quasi un salone automobilistico di lusso, mentre nei depositi e per strada la realtà è molto diversa. Ribadiamo: vogliamo che i colpevoli paghino". 

Redazione

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