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Politica | 10 novembre 2025, 14:52

Casa Raphael, il Comune fa il punto: "Intervento in situazione complessa. Al centro la tutela delle persone"

In pochi giorni l'Amministrazione ha fatto fronte allo sgombero e alla ricollocazione alberghiera di famiglie e singoli. Assessora Lodi: "Grande attenzione. Una delle migliori operazioni per gestire l'emergenza"

Casa Raphael, il Comune fa il punto: "Intervento in situazione complessa. Al centro la tutela delle persone"

Quella di Casa Raphael è stata "una delle prime operazioni complesse in cui l'Amministrazione Comunale è intervenuta in una situazione complessa, mettendo al centro la tutela delle persone, trovando in pochi giorni collazione alberghiera per sessanta persone, senza dividere i nuclei familiari".

Così l'assessora ai Servizi Sociali Cristina Lodi rispondendo a un'interrogazione nell'ambito del Consiglio Comunale posta dalla consigliera Maria Luisa Centofanti in merito proprio alle operazioni che la scorsa settimana hanno riguardato lo sgombero dell'edificio di via Byron, ad Albaro, dove erano ospitate sessanta persone.

L'assessora Lodi ha fornito il dettaglio delle operazioni intraprese dall'amministrazione, operazioni complesse rese necessarie dallo sfratto e dalla successiva vendita della casa che ha portato, di conseguenza, all'occupazione abusiva da parte dell'associazione che, di conseguenza, è stata destinataria di un'ordinanza di sgombero.

"Il Comune di Genova - ha spiegato Lodi -  è venuto a conoscenza della situazione appena insediatosi e, oltre che dagli articoli della stampa locale, anche dalla partecipazione al comitato provinciale per l'Ordine e la sicurezza pubblica presieduto dalla Prefettura il 15 ottobre". 

La possibilità di accedere all'interno della struttura è arrivata il 31 ottobre scorso, permettendo così di rilevare la presenza di persone adulte e di nuclei familiari:  "Il Comune di Genova è intervenuto in condizione di emergenza urgenza al fine di tutelare le persone in una condizione di estrema fragilità" ha chiarito l'assessora spiegando che dopo il sopralluogo si sono svolti colloqui con famiglie e adulti per poter approfondire le singole situazioni.

Gli assistenti sociali hanno ascoltato tutte e sessanta le persone e accompagnato il trasferimento che si è svolto venerdì 6 novembre: "Il trasferimento è stato seguito passo per passo in un approccio multidisciplinare del pronto intervento sociale insieme alla Polizia Municipale e a tutte le  altre realtà istituzionali presenti". 

Delle sessanta persone, dieci avevano provveduto a trovare una sistemazione in maniera autonoma, mentre per le altre cinquanta sono state trovate sistemazioni all'interno di strutture alberghiere in città.

Le cinquanta persone ricollocate erano composte da otto famiglie e sedici adulti singoli. È stata effettuata una valutazione dello status giuridico degli ospiti per indirizzarli verso percorsi specifici. Delle otto famiglie, sei sono risultate richiedenti asilo e saranno gradualmente ospitate presso i CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria). L'assessora ha precisato che un CAS può consistere in un appartamento, e la Prefettura sta collocando le famiglie in appartamenti. Le prime due famiglie richiedenti asilo entreranno oggi e domani in CAS, mentre per le restanti quattro la Prefettura sta individuando le accoglienze. Le due famiglie rimanenti saranno prese in carico dai servizi sociali. Dei sedici adulti singoli, tre persone hanno lo status di richiedenti asilo e saranno accolte dalla Prefettura. Una di queste, una donna, entrerà oggi in un'accoglienza CAS. Le restanti tredici persone singole saranno prese in carico dai servizi sociali.

"Oltre che ringraziare anche i colleghi assessori per questa azione interassessorile - ha concluso Lodi - credo che quando ci sono situazioni delicate prima bisogna organizzarle".

Isabella Rizzitano


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