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Politica | 10 novembre 2025, 15:43

La Casa dei Cantautori in stallo: lavori al grezzo nel 2026, ma il Comune di Genova resta marginale

L'Assessore Montanari in Consiglio: "Regione Liguria soggetto attuatore unico, fondi ministeriali esauriti e incognita sui costi di allestimento"

La Casa dei Cantautori in stallo: lavori al grezzo nel 2026, ma il Comune di Genova resta marginale

Resta in stallo il progetto della Casa dei Cantautori, destinato alla valorizzazione del patrimonio musicale artistico locale negli ambieti dell'Abbazia di San Giuliano al centro di un importante lavoro di riqualificazione.

Questa la situazione che è emersa durante il Consiglio Comunale, nel corso di un’interrogazione della Consigliera Vittoria Canessa Cerchi

L'iniziativa, la cui prima discussione risale al 2018, è in fase di grande incertezza per quanto riguarda le tempistiche ma quello che ne è emerso è soprattutto il ruolo marginale del Comune.

Rispondendo alla richiesta di conoscere lo stato di avanzamento e gli ambiti di collaborazione, l'Assessore alla Cultura Giacomo Montanari ha relazionato con precisione su "quello che si è fatto”. 

Il progetto ‘Casa dei Cantautori’ - ha spiegato Montanari - è entrato nella fase attuativa per il Comune di Genova dalla votazione in consiglio comunale per l’adesione del Comune stesso alla costituenda Fondazione, avvenuta il 3 marzo del 2020. A valle di questa votazione, la Fondazione è stata effettivamente costituita il 17 novembre 2021, con la nomina dei rappresentanti di Ministero, Regione e Comune, che devono essere ad oggi rinnovati”.

La Regione Liguria è il soggetto attuatore unico individuato dal Ministero della Cultura e ha coordinato i rapporti. Sebbene la fase attuativa per il Comune sia iniziata nel 2020 con una votazione in Consiglio, l'Assessore ha delineato una complessa cronistoria costellata di variazioni e ritardi.

L'impegno economico già erogato si attesta a circa €4.682.000, di cui 3 milioni specificamente previsti per il restauro, consolidamento e miglioramento sismico dell'abbazia di San Giuliano. Sebbene un cartello posizionato sul sito segnali l'inizio dei lavori al 16 dicembre 2024 per circa 3 milioni, Montanari ha confermato che in tale data "sono stati consegnati da parte del segretariato regionale dal ministero i lavori di consolidamento".

Riguardo alla conclusione del cantiere, le previsioni non sono immediate: “Secondo quanto comunicato da Regione Liguria, ma appunto senza una data identificata in maniera precisa, questi lavori dovrebbero terminare a maggio prossimo, maggio 2026 con la consegna dei locali al grezzo".

L'Assessore Montanari ha sottolineato che il termine lavori al grezzo implica "sostanzialmente un restauro, ma senza una circolabilità di un polo museale vero e proprio".

Nel frattempo, è stata acquisita la parte di demanio marittimo e demanio dello Stato, ovvero le aree di verde vicine, una mossa che "potrebbe determinare una rimodulazione del progetto originale".

Il nodo cruciale emerso dalla risposta dell'Assessore riguarda il ruolo di Palazzo Tursi nel processo. Nonostante il Comune sia un soggetto fondatore della Fondazione, costituita il 17 novembre 2021, il suo coinvolgimento è stato limitato.

L'Assessore Montanari ha infatti dichiarato: “La parte del Comune è molto poca perché pur essendo soggetto fondatore della fondazione ha avuto un ruolo marginale, nel senso che non è stato mai coinvolto se non come richiesta di stanziare ogni anno un conquibus che possa costituirsi come capitale di questa attività".

In attesa del completamento e della piena attuazione degli accordi tra Regione e Ministero, il Comune "non si trova nella possibilità di dare adesso più puntuali informazioni né per le tempistiche né per le voci di finanziamento".

L'Assessore ha inoltre evidenziato che la Regione, in quanto soggetto attuatore, e visto "l'esaurimento dei fondi ministeriali che dovranno essere più o meno rifinanziati", deve procedere su tre direttrici principali: completare i documenti di gara ampliando l'oggetto della concessione dei servizi, ultimare i lavori della chiesa e, soprattutto, richiedere la valutazione circa i costi di allestimento "che non sono ad oggi noti".



 

Isabella Rizzitano


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