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Eventi | 14 novembre 2025, 08:00

Centocinquant’anni di storia della Società Operaia Cattolica a Sestri Ponente: tra memoria, documenti e un futuro da reinventare

Venerdì 14 novembre alle 18 presso l'ex Manifattura Tabacchi, sarà presentato il libro di Giuseppe Spatola, un volume che ripercorre oltre mezzo secolo in un viaggio che unisce memoria storica, documenti d’archivio e testimonianze, raccontando origini, protagonisti e il ruolo ancora vivo della società nel quartiere e nella città, tra passato e prospettive future

Centocinquant’anni di storia della Società Operaia Cattolica a Sestri Ponente: tra memoria, documenti e un futuro da reinventare

Un secolo e mezzo di storia, di impegno sociale, di radicamento nel territorio: la Società Operaia Cattolica SS. Pietro e Paolo e Nostra Signora Assunta di Sestri Ponente compie 150 anni. Per celebrare questo traguardo, venerdì 14 novembre alle ore 18, nell’Auditorium dell’ex Manifattura Tabacchi, sarà presentato il libro di Giuseppe Spatola 'I primi 150 anni della Società Operaia Cattolica SS. Pietro e Paolo e N.S. Assunta di Sestri'.

Il volume non è una semplice raccolta di dati o documenti: è una vera e propria narrazione storica, una 'carrellata' che intreccia la vita della Società Operaia con quella del quartiere, della città e della Chiesa genovese. Dalle origini del sodalizio, fondato nel 1875, fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, il libro ripercorre l’attività della società attraverso verbali, testi, testimonianze e documenti d’archivio, restituendo al lettore il senso di una comunità viva e partecipativa.

Tra le figure che emergono c’è Giglio Bagnara, spesso ricordato come primo presidente: "Giglio Bagnara è considerato nella tradizione orale e anche in quei pochi documenti scritti, in quelle poche ricostruzioni storiche che sono state fatte finora, il primo presidente. In effetti, in un prologo un po’ romanzato che ho anteposto alla trattazione più storica, lo cito come primo, barra, diciamo, secondo presidente. In realtà, leggendomi tutti i verbali e i libri cassa, ho scoperto che molto probabilmente non fu il primo presidente, ma il secondo se non addirittura il terzo", racconta Spatola.

Il lavoro dell'autore è stato meticoloso: "Mi sono letto tutti i verbali, comprese anche i libri cassa, tutto il materiale d’archivio che c’è stato tramandato. All’inizio recriminavo perché c’erano dei vuoti e non tutti i periodi storici erano coperti analogamente dalla presenza dei verbali. Alla fine, però, quasi ho gioito del fatto che non ci fossero tutti i verbali, perché la lettura sistematica di ogni pagina mi ha portato via un anno buono". 

Il primo volume si concentra sulla storia fino alla Prima Guerra Mondiale, ma la Società Operaia ha continuato a vivere e a reinventarsi nei decenni successivi: "Il ruolo è da reinventare - racconta Spatola -. Il secondo volume sarà meno ricco e vivace, perché il core business della società era il mutuo soccorso, che con l’avvento dello Stato sociale è venuto meno. Oggi le società operaie cattoliche sopravvivono, ma il loro ruolo deve essere ripensato. Le società operaie sono un luogo sano dove ci si incontra, si fa formazione, svago, gioco a carte, qualcuno ancora alla banda, ma niente di più". 

Spatola descrive il contesto storico e sociale in cui nacque la Società: "Una Sestri e un’Italia dilaniata da conflitti profondi nel 1875. Ho fatto precedere la storia vera e propria della società da una introduzione sul fenomeno delle società di mutuo soccorso in generale. I cattolici si diedero proprie, separate, diversificate società di mutuo soccorso, in un periodo di forti contrasti tra la Chiesa e il mondo liberale. Nel 1884‑85 un gruppo di anticlericali aggredì una processione di soci della società operaia cattolica e ne nacque un tafferuglio, in cui venne ucciso un socio".

Il libro racconta anche l’attività 'politica' della Società che "ha cominciato a prendere posizioni politiche anche abbastanza nette. In occasione delle elezioni amministrative si presentavano liste per l’elezione del comune di Sestri e si indicavano candidati da votare per le provinciali"

E non manca il ritratto dei protagonisti: "Giglio Bagnara emerge come figura di composizione, di equilibrio e di mediatore. Attraverso le citazioni dei suoi interventi in assemblee piuttosto movimentate, come quella in cui si decise di chiudere la banda interna, ho potuto mettere in evidenza il suo carattere politico positivo, come attento alle dinamiche sociali". 

Guardando al presente, Spatola sottolinea come la Società voglia continuare a essere rilevante: "Grazie al nostro presidente Marco Pronzato, siamo candidati al progetto RUT, che si occupa di lavoro povero, cioè della povertà di chi lavora ma non riesce a far fronte alle proprie esigenze. Dovremmo a breve cominciare a lavorare su questo versante, e questa potrebbe essere una prospettiva di ridisegno del nostro ruolo e della nostra mission, portando altre società operaie cattoliche genovesi a partecipare". 

Il libro di Giuseppe Spatola è quindi un ponte tra passato e presente: celebra una storia secolare e al contempo apre lo sguardo verso un futuro di impegno e partecipazione, ricordando che la Società Operaia non è solo memoria, ma un progetto vivo, radicato nella comunità e pronto a reinventarsi.

Federico Antonopulo

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