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Attualità | 24 novembre 2025, 08:00

Sciopero ex Ilva, i comitati: “Sì alla tutela del lavoro, ma in vent'anni i sindacati non hanno pensato che questo momento ci sarebbe stato"

"Il modus operandi non è piaciuto a nessuno: ci hanno preso in ostaggio". Poi l'affondo rivolto alla sindaca Salis: "Ha detto sì al forno perché diversamente avrebbe dato un alibi. Ma se si sposa una linea, la si porta avanti fino in fondo. I cittadini non capiscono più niente della situazione"

Sciopero ex Ilva, i comitati: “Sì alla tutela del lavoro, ma in vent'anni i sindacati non hanno pensato che questo momento ci sarebbe stato"

"Il modus operandi non è piaciuto a nessuno, nonostante sia stato veicolato un certo messaggio. Ci hanno preso in ostaggio, soprattutto noi cittadini di Cornigliano, la stessa Cornigliano che gli ha dato il favore di starci qui e di lavorarci una vita, anche se devo precisare che non tutti ci hanno lavorato": è questo il duro commento di Giampiero Morstabilini, presidente del Comitato Cornigliano per la città, a seguito del recente presidio in piazza Savio di due giorni dei lavoratori dell'ex Ilva.

Sui lavoratori, Morstabilini precisa che "ci sono persone rimaste per ventuno anni in cassa integrazione. In tutto questo tempo potevano trovarsi un lavoro, com'è però anche vero che lo Stato poteva fare qualcosa e sistemare la situazione. Non va dimenticato, inoltro, di Fincantieri, che assieme alle istituzioni avrebbe potuto fare un disegno con l'obiettivo di coinvolgere i lavoratori dell'ex ilva e farli rientrare in Fincantieri trovandogli così un impegno". 

Per il presidente il problema si pone "quando gli viene proposto ai lavoratori di proseguire la cassa integrazione per altri due anni, per fare dei corsi di formazione che certi non li hanno manco voluti fare consapevoli che ci sarebbe stato da andare a lavorare". 

Il rischio oggi è che oltre mille persone rimangano a casa senza un impiego e che la struttura rimanga dismessa: "Non credo ci sia questa possibilità: se vogliono, si può fare tutto - prosegue -. Io parlo ad esempio di Falteri, che nella sua proposta di ampliamento portuale ci potrebbe stare l'inserimento di questi lavoratori, parlando sempre però di aziende e di impieghi veramente green, non di favole: questo caso potrebbe essere la soluzione migliore. Credo sia inutile oggi, nel 2025, parla di produzione di acciaio o di qualsiasi prodotto analogo".

E sulla rissa tra i presenti avvenuta durante il presidio, Morstabilini giudica severamente chi ha utilizzato il filmato, ripreso in quel momento da Primocanale durante un'intervista al presidente del Municipio Fabio Ceraudo, definendoli "sciacalli": "Ci hanno marciato sopra facendo dei post riguardo lo scontro, utilizzando il video per discreditare i manifestanti - afferma -. Questo secondo me è sbagliato perché non puoi approfittarti di una situazione del genere se vuoi veramente essere dalla parte dei giusti". 

"Noi siamo già partiti prima che scoppiassero situazioni del genere, raccogliendo i soldi necessari per collocare le centraline di monitoraggio ambientale e lo avevamo fatto anche in previsioni di accadimenti come questi", afferma Daniela Malini, tra i referenti del Comitato No Forno Elettrico.

La linea è chiara: "La tutela del lavoro e il diritto al lavoro sono due elementi imprescindibili, però con dei distinguo perché esclusi i lavoratori che vorrebbero lavorare, qui c'è di mezzo la grossa responsabilità di chi è dietro al lavoro e dei sindacati, che in vent'anni non hanno pensato che questo momento prima o poi ci sarebbe stato: evidentemente non hanno voluto prevederlo", afferma Malini. 

E ancora: "È triste dirlo, ma ci sono decine e decine di persone che da vent'anni prendono uno stipendio, magari avrebbero voluto anche lavorare preciso, ma nessuna nazione può pensare di pagare per vent'anni uno stipendio a chi non lavora - commenta duramente -. Tutti conosciamo persone che sovente hanno un secondo o un terzo lavoro, però intanto prendono lo stipendio dallo Stato. Si sa perfino di chi ha rinunciato a buone uscite, per poi però avere la cassa integrazione e la Naspi".

A prescindere da ciò "i lavoratori hanno comunque giustamente il loro diritto a mantenere le loro famiglie, dunque li sosteniamo", prosegue Daniela Malini, per poi rivolgersi alla sindaca Salis: "Non diciamo come lei che ha detto sì al forno (in occasione di un sopralluogo al presidio, ndr) , perché diversamente avrebbe dato un alibi: in politica non si ragiona così, non si fanno giochi del genere. Se si è sulla linea della decarbonizzazione, la si sposa e si va fino in fondo. I cittadini di Cornigliano non capiscono più nulla della situazione: non si sa più se ci si possa fidare o meno della sindaca". 

Nonostante ciò "noi del comitato abbiamo fiducia in Salis perché pensiamo possa prendere decisioni importanti - prosegue -. Ci riuniremo assieme alle Donne di Cornigliano e altre associazioni, andremo avanti, pubblicheremo i dati e faremo una conferenza stampa in relazione all'occupazione e proponendo anche delle proposte, perché ce ne sono per dare lavoro dato che quelle aree dell'ex ilva sono preziose. Bisogna dar lavoro a chi vuol lavorare, e non però a chi sta a casa per vent'anni. Sosteniamo le istituzioni e i sindacati che vogliono veramente trovare soluzioni alternativa, ma non tra vent'anni".  

Federico Antonopulo

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