Inaugurerà domenica 30 novembre, alle ore 10 al Tempio Crematorio So.Crem del Cimitero Monumentale di Staglieno, la Casa delle Parole, il progetto pensato per riportare la dimensione dell’ascolto e della narrazione personale all’interno dei luoghi del commiato. Si tratta di un progetto unico nel suo genere, nato per offrire uno spazio accogliente e gratuito a chi vive l’esperienza del lutto o sente il bisogno di condividere un ricordo, una storia, una parola sospesa. Un ambiente protetto in cui la fragilità possa essere espressa senza timore e dove il semplice atto del raccontarsi diventa un gesto di cura.
A spiegare l'iniziativa il presidente So.Crem, Ivano Malcotti. L’evento sarà arricchito da una breve lettura teatrale a cura di Cristina A. Lagorio, attrice, storyteller, formatrice teatrale, arteterapeuta. Un momento pensato come atto simbolico di apertura. L’iniziativa trae ispirazione dal romanzo “Cento giorni di felicità” di Fausto Brizzi, che è anche regista e marito della sindaca Silvia Salis, il quale sarà presente all’inaugurazione del progetto. Dal libro nasce l’idea di dare cittadinanza alle parole che accompagnano, alle memorie che non trovano voce, alle storie che meritano di essere custodite. Al centro del progetto vi è la presenza di una doula del fine vita, figura formata all’accompagnamento non terapeutico delle persone in momenti di fragilità emotiva. La doula offrirà gratuitamente la possibilità di raccogliere le testimonianze i ricordi e i messaggi che i visitatori desiderano dedicare ai propri cari defunti, il tutto in uno spazio di ascolto individuale, libero o su appuntamento, in cui poter condividere pensieri, emozioni o semplicemente essere accolti in un clima di presenza e rispetto. Tutte le testimonianze saranno raccolte solo con consenso informato, rispettando la riservatezza e la sensibilità delle persone coinvolte.
Dopo l’inaugurazione, la Casa delle Parole aprirà stabilmente con una programmazione settimanale articolata su cinque giorni al Cinerario So.Crem. La Casa delle Parole si pone l’obiettivo di creare un ponte tra dimensione personale e dimensione collettiva, restituendo alla parola il suo valore rituale, umano e relazionale. Nei contesti legati alla morte, troppo spesso dominati dal silenzio o dalla formalità, la Casa delle Parole introduce un gesto semplice ma rivoluzionario: offrire qualcuno che ascolta. L’iniziativa è aperta a tutta la cittadinanza, un’opportunità per scoprire una nuova forma di vicinanza umana nei luoghi in cui più se ne avverte il bisogno.















