Prosegue oggi, e continuerà per tutti i venerdì successivi, ‘Alla scoperta dei Forti’, un servizio seriale de ‘La Voce di Genova’ dedicato a una delle ricchezze più straordinarie del nostro territorio: il sistema fortificato che abbraccia la città dalle alture. Un patrimonio unico, che racconta secoli di storia militare, politica e sociale. Un viaggio tra Medioevo e Ottocento, tra leggenda e realtà, sempre con lo stesso filo conduttore: l’amore per Genova e per le sue eccellenze. Buon viaggio insieme a noi, alla scoperta dei Forti!
Collocato sulle alture tra San Fruttuoso e San Martino, a circa 180 metri sul livello del mare, il Forte Santa Teclia domina la Val Bisagno e rappresenta un tassello importante della storia militare cittadina.
La struttura è tornata fruibile dopo un lungo intervento di restauro concluso nella primavera del 2025 e finanziato con 1,75 milioni di euro provenienti dal fondo complementare al PNRR. La riapertura ufficiale, avvenuta il 1° luglio 2025, ha segnato la restituzione alla città di un bene rimasto per decenni in stato di abbandono.
Le origini del forte risalgono alla metà del Settecento: secondo le fonti più accreditate fu edificato tra il 1755 e il 1756, su progetto degli ingegneri militari Giacomo De Sicre e Alberto Medoni. L’opera sorse sull’area dove esisteva una chiesetta medievale dedicata a Santa Tecla e rispondeva alle esigenze di controllo e presidio in un periodo particolarmente delicato per la Repubblica di Genova. Nel corso dell’Ottocento, dopo i cambiamenti politici legati all’età napoleonica e all’ingresso della Liguria nel Regno di Sardegna, la fortificazione venne modificata e ampliata dal Genio militare sabaudo, che le conferì l’aspetto attuale con caserma, bastioni rafforzati e nuove opere difensive.
Come molte strutture militari della città, anche Santa Tecla perse gradualmente la propria funzione originaria nel corso del Novecento. Dopo un utilizzo intermittente come caserma, fu lasciato al degrado e in alcune fasi anche occupato abusivamente. Negli ultimi anni, grazie all’impegno di associazioni locali e volontari, la struttura è stata oggetto di attenzione crescente, confluita nel progetto di recupero inserito nel programma comunale di valorizzazione del sistema dei forti genovesi.
Il restauro ha riguardato le murature, i pavimenti, gli impianti, l’accessibilità interna ed esterna e l’illuminazione, con l’obiettivo di rendere gli spazi sicuri e nuovamente fruibili. La gestione è oggi affidata alla Rete Forte Santa Tecla, che riunisce diverse realtà del territorio, tra cui gruppi di protezione civile, associazioni culturali, scout e operatori del volontariato. Questa formula partecipata consente non solo la manutenzione ordinaria, ma anche la programmazione di attività continuative.
La riapertura ha infatti inaugurato un calendario ricco di eventi culturali e sociali. Nei primi giorni di luglio il forte ha ospitato lo spettacolo della compagnia I Conviviali “Hollywood Therapy - Al forte al tramonto”, che ha segnato il ritorno dell’evento nella sua sede originaria dopo l’edizione 2024 che si era svolta a Villa Imperiale per consentire i lavori di messa in sicurezza del sito. Sono inoltre previste iniziative legate alla storia, al trekking urbano, alla divulgazione naturalistica, oltre all’ipotesi di mostre e incontri che possano trasformare Santa Tecla in un presidio culturale stabile per il quartiere e per la città.
Il ritorno alla piena fruibilità del Forte Santa Tecla rappresenta così un tassello fondamentale nel processo di recupero del patrimonio fortificato genovese. Dopo anni di incuria, la fortificazione settecentesca si configura come un nuovo spazio di comunità, capace di coniugare memoria storica, paesaggio, cultura e partecipazione civica.


















