Il cuore e l'applicazione non sono bastate a portare via punti. Dalla sconfitta per 2-1 maturata contro l'Inter non ne esce però un Genoa ridimensionato, sempre a più quattro dalle posizioni che costano la retrocessione e in grado di mettere in difficoltà, nel momento della pressione, una squadra che lo scorso anno ha disputato la finale di Champions trovandosi al triplice fischio attualmente prima in classifica.
Per questo da un lato c'è l'amarezza di una prova più che sufficiente ma non foriera di punti, dall'altro c'è il Daniele De Rossi soddisfatto di tante cose viste dalla sua squadra, rendendo onore all'avversario: “Hanno meritato di vincere, alla fine però l'atmosfera ci ha portato a crederci – ha commentato il tecnico – Siamo partiti forte, in fase di pressione l'abbiamo quasi sempre presa, su quel primo gol c'è stato un piccolo meccanismo sul quale non ero forse stato io molto chiaro. Però la squadra ha fatto una partita degna, a questi ragazzi va dato merito di tenerla aperta fino alla fine. Ho apprezzato che lo stadio abbia riconosciuto e dato il giusto merito alla partita di sacrificio che abbiamo fatto, tenendola aperta contro una squadra più forte nei singoli e nel gioco, a volte però c'è un livello tanto diverso... Oggi c'è da fare la tara del peso dell'avversario, che partite come questa le ha vinte quattro o cinque a zero”.
Ed è stato l'atteggiamento del Genoa a far sì che non vi sia stato un passivo tale, nonostante la partita si sia messa in salita per un gol subito dopo appena 6': “In settimana avevamo provato diversi atteggiamenti, stamattina abbiamo deciso di fare una partita molto aggressiva. Sul gol forse c'è stato un meccanismo sul quale dovevo essere più chiaro io. Leali? Ha salvato una palla su Pio Esposito, poi su Thuram alla fine, ha giocato coi piedi con personalità. Come tutti i giocatori, ha fatto cose buone e cose meno. Sui social ne ho sentite tante, ma per non esistono. Per me esiste il tifoso del Genoa, e l'ho visto oggi quando batteva le mani alla fine, i social non mi interessano, né quando ne parlano male ne quando, in settimane come questa, mi fanno i complimenti”.
Complimenti arrivati per un Grifone rinato, per le prestazioni e i punti macinati, col tecnico romano, e ora atteso da una serie di partite ancora molto probanti come quella coi nerazzurri. “Io sono contento dal primo giorno di stare qui dove è tutto bello, ma è dallo spogliatoio che capisci come girano le cose – ha commentato De Rossi –. Abbiamo fatto un buon filotto, però siamo lì sotto e quindi c'è poco da essere soddisfatti. Le squadre sotto fanno punti, dovremo cominciare a farne anche noi, anche contro squadre molto forti. Quando? Inizieremo a vincere queste partite quando cominceremo a tenere un po' di più la palla. E' impensabile palleggiare in faccia all'Inter, ma bisogna farli correre un pochino di più a vuoto e con le squadre forti lo puoi fare. I ragazzi ci stanno mettendo tutto, devono trovare il giusto equilibrio tra il fare punti e sviluppare cose che in futuro ci porteranno a farne altri ancora”.
Nonostante la sconfitta però la strada sembra quella giusta, anche grazie all'applicazione dei singoli. Un esempio su tutti quello di Vitinha: “Sono contentissimo della sua prestazione e dell'atteggiamento, lo abbiamo spostato di lato in campo, cosa che a volte per un attaccante è un dramma, e lui non ha fatto una piega. Poi ha corso tantissimo, ci ha dato profondità, ha attaccato lo spazio alle spalle del loro braccetto”.














