Botta e risposta tra l’amministrazione comunale e le organizzazioni sindacali sul futuro del Museo del Risorgimento. A intervenire è l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, che replica al comunicato di CGIL, CISL, UIL, USB, CSE e CSA, chiarendo la posizione del Comune sulle criticità del servizio museale e sulle prospettive organizzative.
“Siamo pienamente consapevoli delle difficoltà strutturali che caratterizzano da anni il servizio museale, in particolare per quanto riguarda l’organico degli operatori turnisti, oggi pari a 46 unità, con situazioni di fragilità e assenze di lungo periodo. L’attuale turnazione si è dimostrata non più adeguata a rispondere alle esigenze dell’utenza e proprio per queste ragioni la Direzione Cultura ha più volte promosso confronti sindacali in questi mesi. Non si cerca, infatti, di realizzare un ampliamento indiscriminato degli orari di apertura, ma una loro differenziazione, fondata su analisi puntuali dei flussi di pubblico, con l’obiettivo di garantire un servizio più efficace e sostenibile, per i lavoratori e per il pubblico”.
Montanari prende atto del dissenso espresso dai sindacati sul nuovo orario ipotizzato per il Museo del Risorgimento, che da oggi resta aperto dal lunedì al sabato, e chiarisce le ragioni che hanno portato l’amministrazione a valutare soluzioni alternative: “Prendiamo atto che le organizzazioni sindacali abbiano espresso dissenso sul nuovo orario ipotizzato per il Museo del Risorgimento che, in coerenza con i suoi target di pubblico, a partire da oggi resta aperto dal lunedì al sabato - continua Montanari - Considerata la chiusura negativa del confronto sindacale il 15 dicembre scorso, l’amministrazione ha dovuto prendere atto che la situazione non risultava risolvibile in tempi compatibili con le esigenze del servizio, se non attraverso il ricorso all’affidamento esterno. In questo quadro, non possono essere richiamate ‘procedure condivise’ o accordi che, di fatto, non si sono prodotti a causa dell’esito negativo del confronto”.
L’assessore respinge inoltre le accuse relative a presunti colloqui individuali impropri con il personale: “I colloqui finora svolti sono stati tutti richiesti dai lavoratori stessi: in ogni caso, questi percorsi si sono conclusi con soluzioni condivise e soddisfacenti per entrambe le parti, valorizzando competenze, titoli di studio e aspirazioni professionali”.
Infine, Montanari ribadisce l’impostazione dell’amministrazione e la disponibilità al dialogo: “Come amministrazione - conclude l’assessore - riteniamo necessario affrontare il tema dell’organizzazione del servizio museale in modo pragmatico e non ideologico, mettendo al centro la continuità e la qualità del servizio pubblico offerto ai cittadini. Confermo la mia disponibilità al dialogo e al confronto, nella consapevolezza che solo partendo da elementi oggettivi e da una comune assunzione di responsabilità sia possibile costruire soluzioni credibili e durature per il futuro del sistema museale civico e per la tutela del lavoro di chi vi opera ogni giorno”.
Un nuovo incontro tra Comune e organizzazioni sindacali è già stato calendarizzato per il prossimo 7 gennaio.














