La terza edizione del festival “Pontos – Euromediterraneo in dialogo” aprirà i battenti il 13 gennaio e animerà vari luoghi della città come Palazzo Ducale, la Biblioteca Universitaria, il Blue District, il MEI, l’Acquario e il Teatro LaClaque fino al 16. Tema del 2026 “Mappe mediterranee: viaggi, storie e destini”, un tema che si propone di mettere al centro il viaggio e i viaggiatori come elementi fondanti della civiltà mediterranea. Rotte, attraversamenti, migrazioni, pellegrinaggi, esplorazioni e ritorni hanno da sempre modellato paesaggi, culture e identità: in un tempo segnato da frontiere chiuse e narrazioni securitarie, Pontos intende restituire al viaggio la sua potenza poetica, politica e sociale, rilanciando una visione del Mediterraneo come spazio di connessione, relazione e cura.
«Per questa edizione – spiega il consigliere delegato alle Relazioni internazionali e direttore del festival SiMohamed Kaabour – abbiamo scelto il tema del viaggio, un elemento da sempre cruciale nella storia del Mediterraneo, fin dagli albori crocevia di civiltà e di scambi. Un mare che attraverso gli uomini e le donne che lo hanno solcato ha diffuso conoscenza e cultura e che oggi rappresenta speranza di una vita migliore per molte persone, nonostante spesso questi viaggi abbiano trasformato le acque in un cimitero. Quest’anno vogliamo ricordare che dialogo, accoglienza, scambio, reciprocità e accoglienza sono elementi che fanno parte del nostro DNA: figli e figlie del Mediterraneo».
Il festival è promosso da Nuovi Profili in collaborazione con il Liceo Linguistico Internazionale Grazia Deledda, l’Istituto Duchessa di Galliera, il Liceo Piero Gobetti, l’Istituto Alberghiero Marco Polo, la Fondazione Palazzo Ducale per la Cultura, la Biblioteca Universitaria di Genova, Save the Children Italia, il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, il CoNNGI e numerose altre realtà culturali, educative e associative, con il patrocinio del Comune di Genova e dell’Agenzia Spaziale Italiana, e il supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo e dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni – OIM.
Per tre giornate, a partire da martedì 13 gennaio, quando il festival prenderà avvio alle ore 9.30 presso la Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, Pontos 2026 si svilupperà attraverso panel, talk, workshop, laboratori artistici e partecipativi, installazioni, proiezioni e performance, rivolti a studenti, giovani, cittadinanza e rappresentanti istituzionali. Nelle varie giornate, il festival si articolerà anche in altre sedi della città, tra cui la Biblioteca Universitaria di Genova, il Blue District, il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana e l’Acquario di Genova, per concludersi giovedì 16 gennaio con una serata di showcase musicali e performance urbane presso il Teatro LaClaque.
Il programma prevede l’alternarsi di keynote speakers, studiosi, attivisti e divulgatori, insieme ad artisti provenienti dall’area euromediterranea. Tra gli ospiti figurano Marco Aime, Antonio Musarra, Chiara Piaggio, accanto a numerosi altri contributi dal mondo della ricerca, della cooperazione e della società civile. Un ruolo centrale è affidato anche agli artisti, tra cui Elia Moutamid, Helmi Sa7bi, Questo e Quello, Abdellatif Habib, Vago e altri, che contribuiranno nel confronto diretto con scuole e nuove generazioni.
Pontos conferma così la propria missione di riaffermare il dialogo euromediterraneo, costruendo relazioni e ponti tra sponde, linguaggi e generazioni. Il festival si propone come un’occasione di approfondimento didattico e formativo, uno spazio in cui il sapere esce dalle aule per incontrare l’esperienza, l’ascolto e la pratica, sperimentando forme innovative di educazione e partecipazione. Attraverso il linguaggio della diplomazia culturale, dell’arte e del racconto, Pontos offre alle nuove generazioni del Mediterraneo un luogo di confronto e azione condivisa per interrogare alcune delle grandi sfide del presente – migrazioni, clima, diritti, pace, educazione, identità e creatività contemporanea – e per immaginare insieme nuovi modi di abitare il mondo.
La partecipazione al festival è gratuita.














