"L’unificazione del 14 gennaio 1926 ha dato vita alla Grande Genova, alla città che conosciamo oggi ma non possiamo dimenticare che prima di allora Genova era composta da una costellazione di Comuni autonomi. Ancora oggi, la forza della nostra città sta proprio nella presenza di realtà territoriali con identità molto radicate, che in parte sono state raccolte e rappresentate dai Municipi. La nostra azione amministrativa va esattamente in questa direzione: riconoscere e valorizzare quelle identità, restituendo ai territori un ruolo simbolico e operativo nel rapporto con l’amministrazione. Le tradizioni della nostra città ci insegnano quando siano vive le specificità locali: riconoscerle, farle dialogare e proiettarle nel futuro è una delle sfide più affascinanti per costruire una Genova coesa e consapevole della propria storia".
Così la sindaca Silvia Salis ha commentato il centenario della nascita della Grande Genova, l’unione storica dei Comuni che ha definito l'identità moderna della città.
"A 100 dalla nascita della Grande Genova, celebriamo un passaggio che ha ridisegnato i confini amministrativi ma, soprattutto, ha dato forma a un’identità urbana complessa, plurale e profondamente legata ai quartieri, alle delegazioni e alle comunità che li abitano – ha aggiunto l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari - Il progetto della Grande Genova ha rappresentato una visione di futuro, capace di unire territori diversi per storia e vocazione in un’unica città, proiettata verso la modernità, il lavoro e l’apertura internazionale. Oggi, nel ricordarne il centenario, siamo chiamati non solo a rileggere quel momento storico, ma anche a valorizzarne l’eredità culturale, sociale e urbanistica – continua Montanari – un’occasione per rinnovare l’impegno verso una città consapevole delle proprie radici e capace di guardare avanti con coesione, creatività e responsabilità. In questa riflessione, la cultura ha un ruolo centrale: è lo strumento che ci permette di comprendere il passato, interpretare il presente e immaginare il futuro. In quest’ottica, il filo conduttore della proposta culturale cittadina per il 2026 sarà quello delle trasformazioni urbane che hanno interessato la nostra città lungo tutto il '900".














