Genova ha omaggiato i caduti nei campi di sterminio nazisti (KZ) e lo ha fatto con una solenne celebrazione nella chiesa di San Filippo in via Lomellini.
In occasione della Giornata della Memoria, le istituzioni cittadine si sono strette attorno al ricordo delle vittime della Shoah e della deportazione, affidando al Presidente del Consiglio Comunale, Claudio Villa, l’orazione commemorativa.
Nel suo intervento, Villa ha sottolineato come la commemorazione debba superare la dimensione del rito: “Oggi, nella nostra Genova, città che ha inciso nella storia d’Italia il sigillo della dignità e della libertà, ci raccogliamo per commemorare i martiri dei campi di sterminio. Lo facciamo con rispetto, sobrietà e gratitudine. Commemorare non è un rito formale. È un impegno morale, un atto di cittadinanza, una pedagogia civile che ci aiuta a riconoscere i meccanismi dell’odio e a disinnescarli prima che si ripetano".
Proseguendo nella sua analisi, il Presidente ha ribadito l'importanza di schierarsi: “Commemorare è scegliere da che parte stare. Oggi scegliamo la parte della verità, della giustizia e della democrazia. Le parole che oggi pronunceremo servono a rendere giustizia: a riaffermare che la verità storica non è opinione, non è negoziabile, non è un orpello retorico. La verità storica è fondamento della convivenza; negarla è attentare alla democrazia”.
Un passaggio centrale del discorso è stato dedicato alla fragilità dei valori civili di fronte alle nuove minacce, inclusi i linguaggi d'odio digitali: “Di fronte alle tragedie del Novecento, la democrazia non è un bene fragile: è un bene esigente, che domanda partecipazione, cultura, istituzioni forti e cittadini consapevoli. Difendere i valori democratici significa tenere unito il corpo sociale intorno alla Costituzione”.
Villa ha poi messo in guardia contro le nuove forme di intolleranza: “L’odio si ripresenta nel tempo sotto maschere sempre nuove. Razzismo, antisemitismo, xenofobia, linguaggi disumanizzanti e persino forme di negazionismo minano la convivenza. È nostro dovere chiamarli per nome, senza ambiguità. Negare, ridurre, relativizzare la storia dei campi di sterminio non è un’opinione: è un oltraggio alle vittime".
L'orazione si è conclusa con una promessa di custodia dei valori umani: “Dalla memoria dei KZ impariamo un principio semplice e radicale: nessuno è di troppo. Ogni esistenza merita protezione. Genova sa che la memoria non divide: unisce. Non condanna il presente: lo responsabilizza. 'Genova ricorda, Genova vigila, Genova custodisce l’umano: finché ci sarà memoria, nessun odio potrà dirsi innocente’”.
Alla funzione hanno preso parte numerose autorità, tra cui il consigliere Claudio Chiarotti per la Città Metropolitana, l’assessora Claudia Benassi (Municipio IV), il consigliere regionale Stefano Giordano, la questora Silvia Burdanese e il vice prefetto Stefano Piccolo.


















