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Attualità | 23 gennaio 2026, 17:57

Rifiuti, Assessore Giampedrone: "Bene la candidatura di Genova, ora Amiu dica sì all’avviso esplorativo"

Sollecitato il Comune a sostenere concretamente il percorso per la chiusura del ciclo dei rifiuti: "Per aderire bastano due lettere, non servono rinvii"

Rifiuti, Assessore Giampedrone: "Bene la candidatura di Genova, ora Amiu dica sì all’avviso esplorativo"

L’assessore regionale al Ciclo dei Rifiuti, Giacomo Raul Giampedrone, accoglie positivamente le dichiarazioni dei vertici dell’amministrazione comunale genovese sulla volontà di candidare la città a chiudere il ciclo dei rifiuti. Una posizione che, secondo l’assessore, rappresenta un passo avanti significativo nella direzione già intrapresa dalla precedente amministrazione.

“Apprendiamo con piacere che Genova è interessata a candidarsi a chiudere il ciclo dei rifiuti. Se davvero è così – afferma Giampedrone – il Comune convinca Amiu a rispondere positivamente all’avviso esplorativo pubblicato da Arlir. Per dire sì bastano due lettere, non serve rinviare di sei mesi la scadenza dell’avviso”. L’assessore sottolinea come l’adesione non comporti vincoli immediati, ma apra semplicemente la possibilità di approfondire successivamente ogni aspetto tecnico e progettuale in vista del futuro bando di gara.

Giampedrone ricorda inoltre che l’avviso pubblico è stato concepito per permettere a tutti gli operatori del settore di manifestare interesse con la massima libertà, lasciando poi il tempo necessario per sviluppare un progetto compiuto. “Nessuno esclude che un player possa non rispondere oggi e partecipare domani al bando vero e proprio. L’obiettivo della Regione è arrivare alla realizzazione dell’impianto, nell’interesse dei genovesi e dei liguri”.

Sul tema della localizzazione, spesso al centro delle polemiche, in particolare riguardo alla Valbormida, l’assessore ribadisce che non spetta alla Regione indicare né il luogo né la tecnologia dell’impianto. Il Piano regionale dei rifiuti del 2022 fornisce criteri di esclusione, sulla base dei quali il Rina ha individuato cinque macroaree potenzialmente idonee, senza carattere esaustivo. “Saranno i player di mercato – conclude Giampedrone – a proporre nel loro progetto sito e tecnologia, in accordo con l’amministrazione comunale interessata”.


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