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Attualità | 29 gennaio 2026, 14:13

Antico antifonario del 1503 ritrovato online e restituito al convento: i Carabinieri riportano a San Francesco d’Albaro il prezioso manoscritto

Il volume miniato, appartenente alla biblioteca francescana e disperso da oltre vent’anni dopo una donazione illegittima, era stato individuato sui social nel 2023

Antico antifonario del 1503 ritrovato online e restituito al convento: i Carabinieri riportano a San Francesco d’Albaro il prezioso manoscritto

Un prezioso antifonario del 1503, raro libro liturgico manoscritto con testi di canti su tetragramma musicale, è tornato ufficialmente al Convento di San Francesco d’Albaro grazie all’intervento dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.
La restituzione è avvenuta il 29 gennaio 2026 nella sede del convento genovese, nel corso di una cerimonia particolarmente sentita, alla presenza dell’Arcivescovo metropolita di Genova e del Guardiano dei Frati Minori Cappuccini, amministratore della struttura.

Il manoscritto era riemerso nel settembre 2023, quando i militari del Nucleo Tpc di Genova lo avevano individuato su un sito internet, pubblicato tramite una piattaforma social. A insospettire gli investigatori era stato il timbro ecclesiastico presente su una pagina del volume, risultato poi riconducibile proprio alla biblioteca del convento di San Francesco d’Albaro.

Gli accertamenti successivi hanno consentito di ricostruire la vicenda: il corale miniato era stato donato illegittimamente circa vent’anni fa a un privato, come compenso per un’attività di volontariato svolta nella biblioteca francescana, da parte di un religioso che non ne aveva titolo. Una cessione irregolare, trattandosi di un bene culturale di rilevante valore storico e identitario.

Rientrato alla luce, il volume è stato riconosciuto dai frati come legittimi proprietari, che ne hanno formalmente richiesto la restituzione per poterlo ricollocare tra gli altri volumi antichi conservati all’interno del convento. Sulla base delle risultanze investigative trasmesse all’Autorità giudiziaria di Genova, è stato quindi emesso un decreto di sequestro, eseguito nei confronti di una cittadina genovese che deteneva il manoscritto.

Ancora una volta, l’attività del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Genova ha consentito di riportare nel luogo di origine un bene bibliografico di straordinaria importanza, sottratto per anni alla fruizione collettiva. Un risultato che rafforza la tutela del patrimonio storico e culturale e restituisce alla comunità un tassello fondamentale della propria memoria identitaria.

Redazione

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