oreIl mondo della cultura e degli studi storici genovesi piange la scomparsa della professoressa Giovanna Petti Balbi, tra le più autorevoli studiose di storia medievale, a lungo docente all’Università di Genova.
Nata a Genova nel 1936, Petti Balbi è stata professoressa di Storia Medievale dell'ateneo genovese fino al 2007, divenendo una delle figure di riferimento per generazioni di storici.
A ricordarne la figura è l’assessore alla Cultura del Comune di Genova Giacomo Montanari, che ne ha voluto sottolineare il valore scientifico e umano.
“Giovanna Petti Balbi è stata una ‘maestra di metodo’, anche per chi - come me - di Medioevo non si è mai occupato professionalmente. Ma il metodo, nella ricerca, è tutto: è ciò che conferisce solidità, concretezza, credibilità e prospettiva alle nostre ipotesi. La professoressa Petti Balbi ha rappresentato questo per la Genova Medievale: uno sguardo, profondo, attraverso le fonti documentarie dell’Archivio di Stato, a restituire vita e voce a una civiltà lontana, eppur così presente ancora oggi nei luoghi fisici e nei documenti della nostra città”, ha dichiarato Montanari.
Quello di Petti Balbi è stato un lavoro fondato su una base documentaria ampia e variegata, possibile per un sistematico lavoro di archivio che conduceva con rigore e passione. Dall'esperienza all'Istituto storico italiano nacque, tra gli altri, l’edizione degli Annales genuenses di Giorgio e Giovanni Stella nei Rerum Italicarum Scriptores (1975). Studiò la presenza genovese in territori come la Corsica, la rete dei mercanti da Siviglia alle Fiandre, la trasmissione delle pratiche mercantili e il ruolo delle “nazioni” genovesi fuori patria. Accanto a questo, dedicò attenzione ai gruppi signorili del territorio ligure, ai linguaggi politici e cerimoniali, al notariato, alla cronachistica, alla produzione e circolazione dei libri e ai profili di singoli umanisti.
A sua firma, continuano a essere testi di grande riferimento Una città e il suo mare. Genova nel medioevo (1991), Negoziare fuori patria. Nazioni e mercanti genovesi in età medievale (2005) e Governare la città: pratiche sociali e linguaggi politici a Genova in età medievale (2007).
Fondamentale anche la monografia dedicata al doge Simon Boccanegra (1991), ancora oggi l’unico studio organico sul complesso Trecento genovese. Innovativa fu pure la sua attenzione alla storia economica e sociale delle donne, come dimostra la promozione del volume collettivo Dare credito alle donne: presenze femminili nell'economia tra medioevo ed età moderna (2012).
Nel parlare della professoressa Petti Balbi, l’assessore ha voluto richiamare anche una celebre riflessione di Aby Warburg per descrivere l’approccio della studiosa: “Diceva Aby Warburg, straordinaria figura di ‘antropologo dell’arte’ a cavallo tra Otto e Novecento: ‘In centinaia di documenti letti e in migliaia di documenti non letti sopravvivono ancora in archivio anche le voci dei defunti, e la pietà dello storico ha il potere di riconferire timbro alle voci inudibili. A una condizione: se non sdegna la fatica di ricostruire la naturale unità tra parola e immagine’”.
Un pensiero che, per Montanari, descrive perfettamente il lavoro di Petti Balbi: “È quello che Giovanna Petti Balbi ha fatto: ricucire fili strappati e conferirci la vivida presenza di personaggi straordinari come Simone Boccanegra, Tomaso Campofregoso o Giorgio Stella. E, attraverso le loro voci, la Storia di Genova”.
“Ai familiari e agli amici della professoressa Petti Balbi - conclude Montanari - il cordoglio mio personale, quello della sindaca Salis, della giunta, del presidente del Consiglio comunale Claudio Villa e di tutto il Comune di Genova”.














