Le recenti sentenze del TAR Liguria sulle concessioni balneari finiscono al centro del dibattito politico regionale. A chiedere chiarimenti sul ruolo che Regione Liguria intende svolgere dopo l’annullamento delle proroghe automatiche delle concessioni demaniali marittime nei Comuni di Sarzana, Laigueglia e Pietra Ligure è il consigliere del Movimento 5 Stelle Stefano Giordano, nel Consiglio regionale di oggi, 10 febbraio.
Il tribunale amministrativo ha accolto i ricorsi presentati dal Garante della concorrenza e del mercato, stabilendo l’illegittimità delle proroghe adottate dai Comuni e imponendo l’indizione delle gare entro il mese di giugno. In assenza di procedure di evidenza pubblica, secondo il TAR, le aree interessate dovranno rimanere libere.
"La pronuncia del TAR - spiega Giordano - richiama anche il rispetto della normativa regionale ligure, che prevede una quota minima del 40% di spiagge libere, evidenziando come tale percentuale non risulti rispettata nei Comuni coinvolti. I tempi estremamente ristretti indicati dal TAR rischiano di determinare criticità operative e gestionali in vista dell’imminente stagione balneare, con possibili ripercussioni sull’organizzazione dei servizi, sulla sicurezza e sulla fruizione del litorale".
Il consigliere regionale sottolinea come il rispetto delle sentenze del TAR e della normativa regionale rappresenti un presupposto essenziale per garantire legalità, concorrenza e tutela dell’interesse pubblico, evitando al tempo stesso contenziosi, disservizi e situazioni di incertezza amministrativa.
Con l’interrogazione Giordano chiede se la Regione intenda emanare indirizzi o linee guida a supporto dei Comuni, per assicurare l’applicazione delle decisioni del TAR e il rispetto della quota minima di spiagge libere prevista dalla legge regionale. "Noi andiamo incontro alle esigenze dei Comuni – ha risposto l’assessore Marco Scajola – perché è vero che la spiaggia libera è un bene, ma per alcune ragioni ci sono Comuni che non riescono a ottenere il 40% di spiaggia libera. La spiaggia libera deve essere un’opportunità e un diritto, ma non dobbiamo mettere in croce quei Comuni che non riescono a raggiungere quella percentuale. Stiamo approvando i PUD, che in realtà sono tutte varianti, quindi modifiche, anche quando non hanno il 40% di spiaggia libera. E questo ci sembra un gesto corretto che condividiamo con Anci. Abbiamo fatto un vademecum, scritto con una commissione di sindaci scelta da Anci Liguria, dove abbiamo detto ai Comuni quello che devono fare per le gare. Pochi giorni fa abbiamo fatto una circolare tecnica dove abbiamo spiegato come si devono regolare sulla suddivisione e sull’inquadramento della spiaggia libera, dove noi abbiamo inserito anche la spiaggia libera attrezzata".
"L’Ente regionale ha competenze di indirizzo, programmazione e vigilanza sull’uso del demanio marittimo – risponde Giordano – e ha il dovere di garantire l’applicazione delle proprie leggi. Che le spiagge libere debbano essere almeno il 40% non è una posizione politica del Movimento 5 Stelle, è un obbligo di legge. Continueremo a pretendere che la Regione faccia la propria parte, nel rispetto delle sentenze e dell’interesse pubblico. E pretenderemo inoltre che la Regione rispetti quei Comuni che, invece, applicano la legge regionale: penso ad esempio a Spotorno".














