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Sanità | 10 febbraio 2026, 16:36

Sanità, il presidio dei dipendenti arriva davanti alla Regione: “Pronti allo sciopero”

Infermieri e amministrativi Fials si sono ritrovati sotto la sede della Direzione di ATSL3 di via Bertani per protestare contro i nuovi orari delle Case di Comunità e la carenza di organici e avverte: “Basta decisioni unilaterali”

Si è spostato davanti al palazzo della Regione il presidio dei lavoratori della sanità genovese che quest’oggi si sono ritrovati davanti alla sede dell’ATSL Area 3 Genova, la ex Asl 3, di via Bertani, per protestare contro i nuovi orari delle Case di Comunità e per denunciare la carenza di organico.

Alle 15 infermieri e amministrativi della FIALS, la Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità, hanno iniziato la mobilitazione contro quello che è stato definito un “governo degli ordini di servizio” a scapito della contrattazione collettiva.

La giornata è iniziata con un’assemblea generale presso il circolo operaio di via Archimede, dove i delegati hanno raccolto il malumore degli operatori di distretti, centri vaccinali e uffici anagrafe (CUPM), pronti a incrociare le braccia se non arriveranno risposte concrete dalla Direzione Generale.

La protesta riguarda l'estensione degli orari nelle nuove Case di Comunità e nei servizi territoriali. La Regione Liguria ha promesso aperture fino alle 20 e assistenza 7 giorni su 7, ma secondo la FIALS si tratta di un annuncio privo di basi solide.

“Promettono ai cittadini assistenza h24 e servizi aperti fino a sera, ma nella pratica è solo fumo negli occhi perché nessuno sa quali servizi saranno davvero disponibili e con quale personale», denunciano i rappresentanti sindacali. «Al momento si vogliono solo imporre modifiche agli orari in maniera maldestra, con soluzioni punitive e disfunzionali senza ascoltare le proposte dei lavoratori”.

Il quadro clinico dell'azienda, dal punto di vista degli organici, appare del resto drammatico: i documenti ufficiali della stessa ATSL riconoscono la necessità immediata di almeno 183 nuovi infermieri per il solo territorio, a cui andrebbe aggiunto un numero considerevole di operatori socio-sanitari, impiegati amministrativi per gli sportelli CUPM, tecnici della riabilitazione e autisti. Senza queste assunzioni, il sindacato ritiene impossibile garantire i "nuovi orari" promessi dalla Regione e dalla Direzione Generale, denunciando inoltre il mancato scorrimento delle graduatorie di mobilità volontaria, che permetterebbero di dare respiro a uffici e reparti ormai al collasso.

La critica si sposta poi sul metodo di gestione dei servizi, accusato di basarsi su ordini di servizio e atti unilaterali anziché su accordi sindacali trasparenti. Per i delegati FIALS, questo approccio non fa che alimentare conflitti e disagi, mettendo a rischio anche la sicurezza delle sedi distrettuali e la qualità dell'accesso diretto per i cittadini. La manifestazione di oggi rappresenta dunque solo il primo passo di una vertenza che si preannuncia lunga e complessa: il sindacato ha già fatto sapere che, in mancanza di una convocazione urgente e di un cambio di rotta nelle trattative, la mobilitazione culminerà in uno sciopero generale del settore.

Il messaggio inviato dai vertici della FIALS Genova è un ultimatum alla Direzione Generale. Il sindacato chiede di essere convocato immediatamente per discutere orari e turni delle Case di Comunità, delle cure domiciliari e dei PUA (Punti Unici di Accesso).

“Nessuno deve permettersi di calpestare i diritti dei lavoratori: orari, turni, organici e assunzioni si contrattano. Gli atti unilaterali portano solo problemi e conflitti. Oggi siamo in mobilitazione, domani saremo in sciopero”.


 

Redazione

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