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Eventi | 18 maggio 2026, 13:04

Genova capitale mondiale contro le dipendenze, al Ducale 200 delegati per scrivere la 'Carta di Genova'

Dal 18 al 20 maggio il Symposium WFTC riunisce 200 delegati da cinque continenti per definire linee guida e standard comuni. Bucci: "Sfida, coraggio e dignità le parole chiave". Nicolò: "La Liguria coordina il tavolo nazionale sulle dipendenze". Costa: "La comunità terapeutica è uno degli interventi più potenti e più faticosi per chi cerca di uscire dalle dipendenze"

Genova diventa per tre giorni capitale mondiale della riflessione sulle droghe, sulle dipendenze e sul ruolo delle comunità terapeutiche. Ha preso il via alle 9.30 di lunedì 18 maggio, nella cornice di Palazzo Ducale, il Symposium WFTC Genova 2026, assise internazionale promossa dalla World Federation of Therapeutic Communities in collaborazione con la Fondazione CEIS Genova e la Federazione Italiana Comunità Terapeutiche.

Un appuntamento che riunisce circa 200 delegati provenienti dai cinque continenti, tra rappresentanti istituzionali, comunità terapeutiche, università e organizzazioni internazionali impegnate nel campo delle dipendenze. L’obiettivo è arrivare, al termine dei tre giorni di lavoro, alla "Carta di Genova 2026-2036", un documento programmatico internazionale destinato a indicare linee guida, standard minimi di intervento e prospettive comuni per le comunità terapeutiche nel mondo.

A differenza di un convegno tradizionale, il Symposium è pensato come un percorso partecipato e operativo: sessioni plenarie, gruppi di lavoro tematici internazionali, momenti di confronto e sintesi, fino alla restituzione conclusiva e alla redazione del documento finale. Al centro, il futuro delle terapie residenziali, l’educazione socio-relazionale, l’inclusione lavorativa e il ruolo delle comunità nel contrasto alle dipendenze vecchie e nuove.

Presente anche il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, che ha sottolineato il valore della scelta di Genova come sede dell’assise mondiale. "Siamo molto contenti che dopo dieci anni il convegno si faccia qui a Genova e questo è un bel segnale per la nostra regione e per la nostra città", ha dichiarato Bucci. "L’argomento è super importante. Io ho tre parole per descrivere quello che vogliamo fare in futuro: grande sfida, coraggio e dignità".

Per il presidente della Regione il tema delle dipendenze oggi non riguarda più soltanto le sostanze. "Le dipendenze in generale oggi sono molto di più di quelle che erano una volta. Non ci sono soltanto le dipendenze di natura chimica, ma ci sono quelle legate al gioco d’azzardo, alla tecnologia, ai telefonini, ai computer. Sono dipendenze molto diffuse e di diverso tipo", ha aggiunto. Da qui la necessità, secondo Bucci, di affrontare il problema con decisione ma anche con rispetto: "Ci vuole coraggio per chi decide di entrare in una casa di aiuto, per chi vuole farsi aiutare, ma ci vuole coraggio anche per chi fa questo lavoro. E bisogna sempre rispettare la dignità delle persone, perché uscire dalle dipendenze non è una cosa facile".

Bucci ha poi ricordato il ruolo storico del territorio genovese e ligure nel campo dell’assistenza e del volontariato. "Sono molto contento che qui a Genova ci siano molte realtà importanti, che lavorano anche grazie ai contributi regionali e comunali, ma soprattutto grazie a persone che si danno da fare da sempre, anche con l’aiuto di molti volontari. La nostra città ha una bella storia, ma questo non è un motivo per fermarci: vuol dire che ne vogliamo una ancora più bella".

Sulla stessa linea l’assessore regionale alla Salute Massimo Nicolò, che ha evidenziato il peso istituzionale dell’appuntamento. "Genova e la Liguria sono la capitale del mondo in questi giorni per il tema delle dipendenze, delle tossicodipendenze e di tutto quello che può rovinare la vita di una persona e delle sue famiglie", ha detto Nicolò. "Qui si stanno riunendo tutte le comunità terapeutiche del mondo, con più di 200 delegati provenienti dai cinque continenti, università e istituzioni, proprio per mettere nero su bianco quella che diventerà la Carta di Genova".

L’assessore ha ricordato anche il ruolo della Regione nel coordinamento nazionale. "La Liguria è coordinatore nazionale del tavolo delle dipendenze, voluto dal sottosegretario Mantovano, che sta dedicando molto tempo e molte risorse, anche economiche, per cercare di arginare questo problema enorme che affligge tanti giovani", ha spiegato. Nicolò ha poi citato le emergenze legate al crack, alla cocaina e soprattutto alle nuove droghe "che costano pochissimo e sono alla portata di tantissimi giovani".

Per questo, ha aggiunto, il lavoro deve muoversi su più livelli: prevenzione, intercettazione precoce del disagio, cura e reinserimento. "Abbiamo tavoli sulla sicurezza e tavoli sociosanitari operativi con Questura, Prefettura e Comune, per mettere in atto azioni che abbiano l’obiettivo di arginare l’utilizzo e prevenire queste situazioni. Le comunità terapeutiche lavorano nella prevenzione, cercano di intercettare precocemente i giovani che per disagi sociali, familiari o condizioni socio-economiche possono essere più propensi all’utilizzo di queste sostanze, e poi hanno l’obiettivo di curare queste persone e coinvolgerle in attività che verranno declinate nella Carta di Genova".

Il presidente della Fondazione CEIS Genova e vicepresidente WFTC Enrico Costa ha spiegato il senso operativo del Symposium. "Oggi esperti di tutto il mondo, anche a livello istituzionale, si uniscono per tre giorni di lavoro per modellare gli interventi terapeutici, in particolare nel settore della comunità terapeutica", ha detto. "La comunità terapeutica è uno degli interventi centrali, forse quello più potente e sicuramente quello più faticoso per chi cerca di uscire dalle dipendenze".

Costa ha sottolineato come il modello delle comunità terapeutiche cambi profondamente da Paese a Paese, in base alle norme, alle condizioni sociali e ai fondi disponibili. "In questi giorni si confrontano modelli e situazioni per elaborare un testo unico che verrà messo a disposizione per dieci anni delle istituzioni, sia dell’Onu sia dei governi, ma anche degli enti stessi, per modellare al meglio gli interventi terapeutici e in particolare quello della comunità terapeutica".

Presente anche la sindaca di Genova Silvia Salis, che ha richiamato la necessità di un approccio sanitario al tema delle dipendenze. "Quando si parla di dipendenza non si può parlare solo di lato repressivo, perché stiamo parlando di persone che hanno una grave emergenza sanitaria", ha detto. "Abbiamo chiesto un tavolo in Prefettura, l’abbiamo ottenuto e abbiamo stimolato la responsabilità della Regione dal punto di vista sanitario, perché chiunque abbia una dipendenza va trattato prima di tutto dal punto di vista sanitario".

Salis ha poi evidenziato la necessità di rafforzare gli interventi sul territorio, in particolare nel centro storico. "Con l’assessore Lodi stiamo lavorando in modo congiunto, anche con tutte le unità presenti sui municipi, ma è importante che ci siano più unità di strada. L’emergenza crack è un’emergenza che c’è in tutto il Paese, che colpisce particolarmente il centro storico, e servono unità di strada. Serve che la Regione e quindi il Governo si impegnino per quella che è un’emergenza nazionale, non certo solo di Genova".

I lavori proseguiranno martedì 19 maggio con i gruppi tematici internazionali, mentre mercoledì 20 maggio è prevista la relazione dei gruppi di lavoro, il contributo dell’Università di Genova e la redazione conclusiva della "Carta di Genova 2026-2036". Un documento che, nelle intenzioni degli organizzatori, dovrà diventare un riferimento internazionale per le comunità terapeutiche e per le istituzioni impegnate nella prevenzione, nella cura e nel reinserimento delle persone con dipendenze.

Federico Antonopulo

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