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Politica | 19 maggio 2026, 13:17

Pronto soccorso, Nicolò: “Sul boarding intervento regionale per ridurre le attese e rafforzare i ricoveri”

L’assessore alla Sanità sulle permanenze prolungate dei pazienti in attesa di posto letto: “Più presa in carico da parte dei reparti, percorsi di dimissione migliori e regole uniformi per i ricoveri urgenti”. E ancora: “Il problema non riguarda una singola struttura, ma il disallineamento tra domanda e capacità di risposta dei reparti”

Foto d'archivio

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Regione Liguria punta a ridurre il fenomeno del boarding nei pronto soccorso non con interventi episodici, ma attraverso un riassetto organizzativo complessivo dei flussi tra emergenza, reparti e dimissioni. È questa la linea indicata dall’assessore alla Sanità Massimo Nicolò, che in consiglio regionale ha risposto all’interrogazione del Movimento 5 Stelle sulle permanenze prolungate dei pazienti in pronto soccorso in attesa di un posto letto. Al centro della risposta, la Dgr 523 del 2026, con cui la giunta intende rafforzare la presa in carico da parte dei reparti, migliorare i percorsi di dimissione, rendere più omogenea la gestione dei ricoveri urgenti e introdurre un monitoraggio sistematico del fenomeno.

Secondo Nicolò, il tema è già stato oggetto di un approfondimento regionale volto a individuare soluzioni strutturali e non limitate alla risposta immediata alle criticità. “Il fenomeno del boarding nei pronto soccorso è stato oggetto di un approfondimento regionale finalizzato a comprendere le determinanti organizzative e a individuare soluzioni non limitate alla gestione emergenziale”, ha detto l’assessore.

Le analisi condotte, ha spiegato Nicolò, hanno evidenziato una criticità che non riguarda soltanto singole realtà ospedaliere, ma l’assetto complessivo del sistema. “Le criticità rilevate non sono tanto riferibili a una singola realtà, quanto a un assetto complessivo caratterizzato da un disallineamento tra domanda urgente e capacità di risposta dei reparti”, ha aggiunto.

Da qui l’obiettivo della Regione: intervenire sui flussi di ricovero, sul rapporto tra attività programmata e attività urgente e sulla capacità dei reparti di prendere in carico i pazienti provenienti dal pronto soccorso. “In tale contesto l’azione si è orientata verso un quadro di riferimento condiviso, volto a rafforzare i flussi di ricovero e a promuovere una maggiore integrazione tra attività programmata e attività urgente”, ha spiegato ancora Nicolò.

L’assessore ha richiamato in particolare la delibera di giunta regionale 523 del 2026, definendola un intervento finalizzato alla riduzione del boarding attraverso un approccio di sistema. “La Dgr 523/2026 rappresenta un intervento regionale finalizzato alla riduzione del fenomeno attraverso un approccio sistemico, orientato alla sicurezza delle cure e alla sostenibilità complessiva”, ha sottolineato.

Il percorso, nelle intenzioni della Regione, dovrà puntare anche a rendere più omogenea la gestione del problema nei diversi ospedali liguri. Nicolò ha parlato della necessità di introdurre elementi di responsabilizzazione e monitoraggio sistematico, in modo da garantire risposte più uniformi sul territorio regionale.

L’impostazione non mira solo alla riduzione dei tempi di permanenza in pronto soccorso, ma al progressivo riequilibrio del sistema nel suo complesso, intervenendo sulle principali leve organizzative che incidono sulla capacità di smaltimento”, ha proseguito l’assessore.

Tra le azioni indicate rientrano il rafforzamento della presa in carico da parte dei reparti, il miglioramento dei percorsi di dimissione e la definizione di criteri più uniformi per la gestione dei ricoveri urgenti. “Le azioni riguardano in particolare il rafforzamento della capacità di presa in carico, il miglioramento dei percorsi di dimissione e la definizione di criteri uniformi per la gestione dei ricoveri urgenti, finalizzati a garantire un’applicazione omogenea sul territorio regionale, nel rispetto delle specificità dei diversi contesti organizzativi”, ha concluso Nicolò.

L’interrogazione era stata presentata da Stefano Giordano (M5s), che ha definito il boarding non solo un problema di attesa, ma un segnale di difficoltà strutturale del sistema dell’emergenza-urgenza. Il consigliere ha richiamato segnalazioni relative a diversi pronto soccorso liguri, con pazienti costretti a rimanere a lungo in barella in attesa di un posto letto.

Oggi parliamo di una parola tecnica, ma non è solo attesa di ricovero: è il segno di un sistema che non funziona”, ha detto Giordano durante la discussione. Il capogruppo M5S ha citato in particolare situazioni al San Martino e al Galliera, parlando di oltre 50 pazienti contemporaneamente in boarding al mattino al San Martino e di criticità nell’area geriatrica del Galliera, con permanenze medie di più giornate e casi fino a dieci giorni.

Giordano ha poi portato anche la propria esperienza personale. “Assessore, il sistema l’ho vissuto: sono entrato in codice arancione, l’ho vissuto personalmente. Questo è boarding strutturale”, ha affermato.

Il consigliere ha precisato che la sua denuncia non è rivolta contro il personale sanitario, ma a tutela di medici, infermieri e pazienti. “Non è una denuncia contro chi lavora nella sanità, ma per loro, perché medici e infermieri lavorano in condizioni non sostenibili”, ha detto.

Per Giordano il fenomeno incide sulla sicurezza, sulla dignità dei pazienti e sul rischio clinico. “Il pronto soccorso diventa luogo di permanenza e non di emergenza, si perde la dignità delle persone. Il boarding è rischio clinico”, ha concluso, chiedendo alla Regione trasparenza sui dati e interventi strutturali per ridurre le attese di ricovero.

Federico Antonopulo


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