Mentre si inseguono ipotesi e soluzioni sul futuro dell’ex Ilva, a lanciare un monito è PierPaolo Bombardieri, segretario generale della Uil.
A margine del convegno "Liguria: il lavoro che vorrei", che si è svolto questa mattina a Genova, Bombardieri non ha utilizzato giri di parole per analizzare la situazione del polo siderurgico.
Per il segretario Uil senza una direzione precisa il destino della fabbrica appare segnato, affermando che “noi abbiamo continuato a dire che se non ci sono soluzioni l'Ilva è chiusa, ovviamente speriamo che non sia così, lo diciamo in modo provocatorio, c'è un percorso che si sta facendo con il fondo americano, aspettiamo però che qualcuno ci dia notizie velocemente, e soprattutto che ci dia un piano industriale”.
La centralità dell'acciaio per il sistema Paese non è in discussione per il sindacato, ma a mancare sono le garanzie sul lungo periodo e la chiarezza sui livelli occupazionali nei due siti chiave. “Ilva per noi deve ripartire, l'acciaio in questo paese serve, ma è necessario capire qual è l'impatto occupazionale su Genova e su Taranto e quali sono i piani industriali con i quali si pensa di rilanciare un settore che in questo momento, per quello che riguarda l'Italia è in crisi”, ha spiegato il leader della Uil. Proprio per questo, la richiesta rivolta all'Esecutivo è quella di un confronto immediato per fare luce sulle trattative in corso e sui potenziali partner pronti a entrare in una possibile joint venture.
Il punto più delicato riguarda l'ingresso nel capitale del fondo americano Flacks. Bombardieri, pur dichiarando di non aver ancora incontrato i rappresentanti del fondo, ha espresso forti riserve sulla natura puramente speculativa di queste operazioni finanziarie, sottolineando che “tendenzialmente quando c'è un fondo americano non credo venga in Italia a fare beneficenza, non abbiamo questa esperienza, nessun fondo è venuto qui a regalare o perdere soldi”. Per il sindacato, la disponibilità al dialogo è totale, ma a patto che non si tratti di un assegno in bianco che metta a rischio il futuro dei lavoratori.
Bombardieri ha ribadito la necessità di conoscere i modelli gestionali che il fondo intende applicare e l'identità dei soggetti che lo affiancheranno nell'impresa. La salvaguardia dei posti di lavoro resta la condizione imprescindibile per qualsiasi accordo. “Siamo pronti a misurarci, però cercando di capire qual è il piano industriale e soprattutto partendo dalla salvaguardia dell'occupazione e vorremmo capire quali sono i modelli che questo fondo intenderà applicare in questo paese e con quali partners si muoverà”.














