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Sanità | 12 febbraio 2026, 09:32

Ospedale Galliera, scontro sulla cessione del centro trasfusionale: “Penalizzati utenti e lavoratori”

La UIL FPL attacca la Regione Liguria per l'esclusione dai tavoli decisionali: “Atto unilaterale inaccettabile che mette a rischio un'eccellenza regionale”

Ospedale Galliera, scontro sulla cessione del centro trasfusionale: “Penalizzati utenti e lavoratori”

È ancora caos sulla cessione del centro trasfusionale dell’ospedale Galliera verso l’AOM (Azienda Ospedaliera Multisito). 

L’ultima ad arrivare in ordine di tempo è la reazione della UIL FPL. I vertici del sindacato denunciano quello che definiscono l'ennesimo strappo istituzionale operato dalla Regione Liguria, accusata di aver ignorato le procedure di confronto previste dalla normativa vigente.

La segretaria generale UIL FPL Liguria, Milena Speranza, e il segretario generale di Genova, Marco Vannucci, hanno espresso un profondo dissenso verso una scelta che considerano dannosa sia nel merito che nel metodo. Secondo il sindacato, nonostante la legge imponga il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali e delle RSU in caso di cessione di ramo d'azienda, la Regione avrebbe “nuovamente optato per escludere i rappresentanti dei lavoratori dalla discussione e dalle scelte che riguardano lavoratori e utenti”.

L'annuncio della cessione, comunicato dall'Assessore Massimo Nicolò nella mattinata di ieri, arriva in un momento già teso. Il sindacato ha ricordato come solo pochi giorni fa fosse stata sollevata la questione dei dipendenti del Villa Scassi e dei lavoratori del Galliera, il cui futuro professionale appare oggi quanto mai nebuloso in attesa della convenzione tra la Regione e il CdA dell'ospedale.

“Tale decisione avrà come inevitabile conseguenza un peggioramento delle condizioni di lavoro dei colleghi, considerate le incertezze sul loro futuro non solo professionale, nonché una diminuzione della qualità del servizio offerto ai cittadini, con ripercussioni negative anche in termini di sicurezza e costi”.

Per la UIL FPL, quanto sta accadendo al centro trasfusionale, definito un’eccellenza nel panorama regionale, è la prova tangibile dei difetti strutturali di una riforma attuata senza la necessaria concertazione. Il timore principale è che la fretta nell'implementazione della riorganizzazione stia minando le fondamenta del Servizio Sanitario Regionale.

“È inaccettabile che a subirne le conseguenze siano gli operatori sanitari, la vera risorsa del Servizio Sanitario Regionale, e gli utenti, penalizzati da una riorganizzazione confusa e implementata con eccessiva fretta”.

La mobilitazione sindacale punta ora a ripristinare il corretto dialogo istituzionale per proteggere un servizio vitale per la popolazione genovese. La richiesta è chiara: il rispetto immediato delle normative che prevedono il coinvolgimento attivo delle parti sociali.

Solo attraverso il coinvolgimento delle RSU e delle Organizzazioni Sindacali, conclude la nota, sarà possibile “la valutazione e l'adozione di ogni strumento utile a salvaguardare sia coloro che erogano il servizio sia coloro che ne beneficiano”.

Redazione

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