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Politica | 31 marzo 2026, 14:05

Continuità assistenziale, Nicolò: “Più medici e presidi h24 nelle Case della Comunità: così rafforziamo la sanità territoriale”

L’assessore regionale alla Sanità replica alle polemiche sulla riorganizzazione dell’ex guardia medica: “Non stiamo togliendo servizi, ma aggiungendo presenza e continuità”

Continuità assistenziale, Nicolò: “Più medici e presidi h24 nelle Case della Comunità: così rafforziamo la sanità territoriale”

“È fondamentale cambiare prospettiva, la riorganizzazione della continuità assistenziale non va letta per ciò che viene tolto, ma per ciò che viene aggiunto. Stiamo rafforzando la presenza sanitaria sul territorio, introducendo più medici e garantendo presidi strutturati. L’assistenza nelle Case della Comunità è, infatti, continuativa, con hub attivi 24 ore su 24 e strutture ‘spoke’ operative per 12 ore al giorno. Questo significa una sanità più vicina ai cittadini e più efficace, non il contrario”. Così l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò interviene sulle polemiche sollevate a mezzo stampa sul servizio di continuità assistenziale, in particolare per l’area metropolitana genovese.

E ancora: "Sorprende e preoccupa il livello di disinformazione che sta accompagnando il dibattito sulla riorganizzazione della continuità assistenziale (ex guardia medica) in Liguria. Si stanno diffondendo letture strumentali che non corrispondono alla realtà dei fatti e che rischiano di generare inutile preoccupazione tra i cittadini – precisa Nicolò-. Mi preme sottolineare che la proposta di riorganizzazione dei poli di continuità assistenziale è stata presentata ai sindaci dei Comuni coinvolti con largo anticipo, nell’ambito del percorso di attivazione delle Case della Comunità. Si è trattato di un confronto istituzionale trasparente, che nulla ha a che vedere con il tema del reclutamento del personale medico da assegnare alle stesse strutture”.

L’analisi condotta dalla Regione ha preso in esame sia il numero delle chiamate sia la tipologia degli interventi richiesti. È emerso come molte prestazioni erogate siano riconducibili a certificazioni o semplici prescrizioni, elementi che non giustificano più il mantenimento del precedente modello organizzativo.

“I dati sui volumi di attività e sui bisogni di salute del territorio parlano chiaro – prosegue Nicolò – e ci hanno indicato la necessità di modificare il modello organizzativo per migliorare sempre di più la presa in carico dei cittadini. Entrando nel merito del modello organizzativo, nelle Case della Comunità hub, aperte h24, nelle fasce orarie prima presidiate dalla ex guardia medica oggi sono oggi presenti due medici: uno garantisce la presenza fissa nella struttura, insieme al personale infermieristico, mentre l’altro è dedicato specificamente all’attività domiciliare, in tutti quei casi in cui ci sia impossibilità del paziente a muoversi, pur restando in un contesto di bassa complessità e non di situazioni tempo- dipendenti; in quel caso – conclude Nicolò - il riferimento rimane il servizio di emergenza-urgenza. La riorganizzazione si inserisce in un percorso più ampio di rafforzamento della sanità territoriale, con l’obiettivo di ottimizzare l’impiego dei medici di continuità assistenziale e migliorare l’aderenza dei servizi ai bisogni reali dei cittadini".

Redazione


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