Assomiglia a una coperta non sufficientemente lunga piuttosto che al classico bicchiere a metà il pari a reti bianche che il Genoa riesce a raccogliere sul campo della Cremonese.
Uno 0-0 che parla di un'emorragia di sconfitte e soprattutto reti subite, ma anche di un Grifone che costruisce anche buone trame ma non riesce a capitalizzare. E così, come il calcio insegna, in certe situazioni non perdere diventa comunque una conquista e come tale deve necessariamente accogliere il punticino la truppa genoana, che però vede abbassarsi – a braccetto proprio coi grigiorossi di Nicola – il suo margine sulla terzultima della classe, ora a tre lunghezze.
La partenza è nettamente di marca rossoblù, col Grifone pericoloso quando riesce a dare ritmo alla sua manovra sfruttando in particolare Messias, scelto da De Rossi al posto di Martin rispetto a quanto vistosi nelle ultime gare, con Ellertsson dirottato a sinistra nella sorta di 3-4-2-1 con il quale si schiera la squadra genovese. E che sembra subito portare i suoi frutti, anche se davanti si trova con un Audero vero protagonista della prima frazione. L'ex portiere della Samp dice di no prima a Messias liberato alla conclusione sullo schema da calcio piazzato di Malinovskiy (9') e poi quando chiude la sarracinesca a Norton-Cuffy che è bravo sia nel raccogliere il cross dalla sinistra che nel calciare in diagonale rasoterra sul secondo palo (30').
Si fa fatica però a mantenere intensità e continuità nelle azioni sul campo. E' brava nel suo obbiettivo la squadra di Nicola a cercare e ottenere sovente quei calci piazzati finora croce del Genoa. Non a caso è una, nel primo tempo, l'occasione da azione manovrata dei grigiorossi con la conclusione di Vardy (6'), seconda per pericolosità al tentativo in rovesciata di Djuric su cui è indeciso Terracciano (43') che non riesce per fortuna di Bijlow a deviare sottoporta.
Cambia invece lo spartito nella ripresa, dove non sono solo i rossoblù capaci di creare pericoli portando palla in manovra. Messias è bravo a infilarsi tra le maglie della retroguardia cremonese ma non altrettanto ad alzare la testa per servire Vitinha calciando invece fuori (53') ma poi cresce anche la squadra di Nicola con due buone occasioni costruite dai cross mancini di Pezzella chiuse dal colpo di testa a lato di Djuric (57') e dall'anticipo fondamentale di Vasquez su Zerbin (61'), ma anche con le conclusioni dal limite del neo entrato Grassi (65') e Thorsby (67') su cui è più attento di tutti Bijlow.
E' allora che De Rossi prova a cambiare forma al suo attacco, sia per provare a ritrovare linfa nella spinta e anche per tenere più in ansia la Cremonese. Dentro vanno Martin, Baldanzi ed Ekhator oltre a Ekuban, ma le mosse non sembrano sortire effetti benefici per il peso offensivo del Grifone nell'area avversaria, traducendo in un nulla di fatto un possesso palla con cifre nettamente a vantaggio ospite.
C'è tempo anche per far esordire Amorim, la cui conclusione deviata nel recupero diventa l'assist per la più ghiotta – ma sporca – occasione genoana nel secondo tempo col colpo di testa alto di poco di Ekuban (92'). Anche se il vero brivido scorre sulla schiena di Bijlow e dei circa 4mila rossoblù presenti allo “Zini” con l'incrocio dei pali colto in ultimo da Bonazzoli (94').
IL TABELLINO
CREMONESE-GENOA 0-0
Cremonese (3-5-2): Audero; Terraciano, Baschirotto, Luperto; Zerbin (88' Floriani M.), Thorsby, Payero (58' Grassi), Maleh, Pezzella (72' Barbieri); Vardy (58' Bonazzoli), Djuric (73' Sanabria).
A disposizione: Silvestri, Nava; Moumbagna, Bianchetti, Pavesi, Vandeputte, Folino.
Allenatore: D. Nicola
Genoa (3-4-2-1): Bijlow; Marcandalli, Østigård, Vasquez; Norton-Cuffy (72' Martin), Malinovskyi, Frendrup (89' Amorim), Ellertsson; Messias (72' Baldanzi), Vitinha (60' Ekuban); Colombo (72' Ekhator).
A disposizione: Leali, Sommariva; Zätterström, Onana, Sabelli, Otoa, Cornet, Masini.
Allenatore: D. De Rossi
Arbitro: Sozza di Seregno














