Il traffico ferroviario merci nei porti italiani continua a perdere terreno. Per il terzo anno consecutivo, infatti, il numero dei treni movimentati registra una nuova flessione. A certificarlo sono i dati di RFI, elaborati da Fermerci, che evidenziano un calo complessivo del 2,51% su scala nazionale, confermando una tendenza ormai strutturale e preoccupante per la competitività logistica del Paese.
La Liguria, cuore strategico dei traffici marittimi e ferroviari italiani, non fa eccezione. Gli scali regionali mostrano quasi tutti il segno meno, con una sola eccezione: Genova Marittima, che dopo due anni di risultati negativi torna a crescere, segnando un’inversione di tendenza che fa ben sperare per il futuro del nodo genovese.
Situazione diversa per gli altri terminal liguri. Genova Voltri, uno degli snodi più importanti per il traffico container, registra un nuovo arretramento. In difficoltà anche Savona Parco Doria, che conferma il trend discendente, e il nodo della Spezia, tradizionalmente tra i più dinamici del Paese, ma che quest’anno non riesce a evitare la flessione.
Il calo dei treni merci nei porti italiani apre interrogativi sullo stato della logistica ferroviaria e sulla capacità del sistema di intercettare i flussi crescenti del trasporto marittimo. Una dinamica che, se non invertita, rischia di penalizzare la competitività dei porti e di aumentare la dipendenza dal trasporto su gomma, con ricadute su costi, tempi e sostenibilità ambientale.
Il settore attende ora le prossime mosse del Governo e degli operatori, in un momento in cui investimenti, intermodalità e infrastrutture diventano sempre più decisivi per sostenere la crescita dei porti e del sistema produttivo nazionale.














