/ Politica

Politica | 17 febbraio 2026, 16:33

Cittadinanza onoraria a Franca Viola: il Consiglio comunale approva all’unanimità la mozione del PD

Figura simbolo della lotta per i diritti, la dignità e l’autodeterminazione delle donne, fu rapita e violentata ma rifiutò il matrimonio riparatore, compiendo un atto rivoluzionario

Foto: Sicilia Live Facebook

Foto: Sicilia Live Facebook

A Franca Viola, figura simbolo della lotta per i diritti, la dignità e l'autodeterminazione delle donne in Italia, è stata conferita la cittadinanza onoraria. L’iniziativa, presentata dal Gruppo del Partito Democratico durante la seduta del consiglio comunale del 17 febbraio, è stata descritta dalla prima firmataria, la consigliera Vittoria Canessa Cerchi, come un gesto di profondo valore civile e storico, volto a celebrare una scelta coraggiosa che ha cambiato il volto del nostro Paese.

La vicenda di Franca Viola risale al 1965 quando, ad Alcamo, la giovane donna fu rapita, segregata e violentata dal mafioso Filippo Melodia. In un’epoca in cui il Codice Rocco, all’articolo 544, prevedeva il cosiddetto “matrimonio riparatore”, permettendo all’aggressore di estinguere il reato sposando la vittima, Franca Viola oppose un rifiuto netto e rivoluzionario.

Questo "no", pagato con lo stigma sociale e l'isolamento, ha scardinato una cultura che anteponeva l'onore familiare ai diritti individuali, aprendo la strada a riforme legislative fondamentali. Grazie alla sua testimonianza, nel 1981 fu abolito il matrimonio riparatore e, nel 1996, la violenza sessuale fu finalmente riconosciuta come reato contro la persona e non più contro la morale pubblica o la famiglia.

L'approvazione della mozione non rappresenta solo un riconoscimento tardivo, ma un atto politico attuale. Durante il dibattito, è stato sottolineato il legame tra la scelta di Franca Viola e l'odierno dibattito sul principio del consenso nei reati di violenza sessuale, in linea con la Convenzione di Istanbul. La consigliera Canessa Cerchi ha ribadito come sia essenziale non riportare l'onere della prova sulle vittime e non ridurre la violenza alle sole conseguenze fisiche.

"Se oggi a Genova, la sesta città d’Italia siedono attorno al tavolo della giunta comunale una maggioranza di donne, se la città è guidata da una sindaca, è anche perché migliaia di “no”, come quello di Franca Viola, hanno aperto crepe nella fortezza del patriarcato. Non è un miracolo, non è un regalo: è il frutto di un secolo di corpi spesso violati, di voci spesso rotte, di lotte e di resistenza" ha affermato l'assessore Emilio Robotti nella dichiarazione di voto. "C’è poi un terreno apparentemente piccolo ma in realtà decisivo, in cui questa battaglia si gioca ogni giorno: il linguaggio. Il linguaggio è potere, costruisce mondi. Le parole consolidano o scardinano rapporti di forza culturali. Se non esiste la parola, non esiste il ruolo. Per questo è importante dire “sindaca”, “assessora”, “presidente” quando la persona è una donna. Non è un vezzo, non è una moda: nominare una donna al femminile significa riconoscerne l’autorità. Significa dire: quel posto è tuo. Non sei un’eccezione, sei parte della storia collettiva, della nostra storia. Mentre celebriamo oggi Franca Viola e il suo coraggio, nel rispondere a questa mozione e all’emendamento voglio affermare con chiarezza che la battaglia contro il patriarcato deve continuare. Deve essere condotta innanzitutto dalle donne, protagoniste della propria liberazione, ma deve essere sostenuta e combattuta senza esitazioni anche dagli uomini. Non si cambia una cultura se metà della società resta alla finestra. Il patriarcato non è una questione privata: è una questione pubblica. Non è un destino, ma una struttura. E come ogni struttura può e deve essere smontata pezzo dopo pezzo. Per tutto ciò che Franca Viola rappresenta, per ciò che ha cambiato e per ciò che ci obbliga ancora a cambiare, a nome della sindaca e della giunta esprimo con convinzione parere positivo al conferimento della cittadinanza onoraria a Franca Viola e all’accoglimento dell’emendamento della consigliera Sicignano e del suo gruppo, volto a valutare l’istituzione di un premio. La cittadinanza onoraria a Franca Viola ci ricorda chi siamo, ma soprattutto chi dobbiamo continuare a essere".

Con il provvedimento, la Città di Genova si impegna formalmente a riconoscere ufficialmente la cittadinanza onoraria a Franca Viola per il suo contributo alla crescita civile del Paese; a promuovere iniziative educative nelle scuole per diffondere la sua storia come strumento di prevenzione della violenza di genere.


 

Chiara Orsetti


Vuoi rimanere informato sulla politica di Genova e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 348 0954317
- inviare un messaggio con il testo GENOVA
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
LaVocediGenova.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP GENOVA sempre al numero 0039 348 0954317.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium