Il tema caldo degli ultimi giorni è certamente lo stadio Luigi Ferraris e anche oggi il Consiglio Comunale non sono mancati momenti di tensione sul tema, non discusso nella seduta odierna.
A suscitare il dibattito è stata la minoranza di centro destra che voluto riportare al centro dell’attenzione le mosse dell’Amministrazione a guida Salis per il futuro dell’impianto genovese.
Un dibattito che però non si è concretizzato per il ‘muro’ alzato dalla Presidenza del Consiglio Comunale.
La seduta è degenerata in uno scontro verbale quando diverse esponenti dell'opposizione hanno tentato di portare in aula la questione dello stadio. La consigliera Alessandra Bianchi ha accusato la maggioranza di voler "tappare la bocca" alla minoranza su un tema così sentito, citando discrepanze tra i comunicati stampa del Sindaco e le informazioni fornite dal Segretario Generale. Tuttavia, ogni tentativo di discussione è stato stroncato sul nascere dalla Presidenza del Consiglio, che ha tolto la parola a chiunque deviasse dall'ordine del giorno, ribadendo che il tema stadio era già stato affrontato lungamente in sede di capigruppo e non era previsto per la seduta odierna.
A margine della seduta, i capigruppo del centrodestra (Alessandra Bianchi per FdI, Pietro Piciocchi per Vince Genova, Ilaria Cavo per Orgoglio Genova-Noi Moderati, Paola Bordilli per la Lega, Mario Mascia per FI e Sergio Gambino per il Gruppo Misto) hanno diffuso una nota durissima, denunciando quello che definiscono un "arroccamento su cavilli letterali".
“Mettere a disposizione nel più breve tempo possibile il progetto integrale di riqualificazione dello stadio Luigi Ferraris, comprensivo di piano economico finanziario, schema di affidamento, durata delle condizioni contrattuali. Questo chiedevamo in un ordine del giorno straordinario presentato come minoranza per far conoscere in trasparenza a tutta la città il piano riguardante lo stadio, uno dei progetti più importanti che riguardano i cittadini, i tifosi, le squadre. Non è stato possibile”.
L'opposizione punta il dito sulla natura del progetto finora presentato, rivelando i dettagli emersi nelle riunioni tecniche: “Appellandosi al fatto che non si ha ancora ‘un piano economico finanziario’ ma solo un ‘documento di fattibilità light’ (così lo ha definito in capigruppo il segretario generale) la maggioranza ha bloccato la discussione e il resoconto in aula. Alla faccia della trasparenza professata dal centro sinistra in campagna elettorale. Doveva aprire tutti i cassetti, se non ricordiamo male. Li stanno chiudendo uno a uno ben a chiave”.
Per i capigruppo di minoranza, la scelta di non discutere le modalità di tutela dell’interesse pubblico, le garanzie richieste ai club e l'impatto sul quartiere di Marassi è una precisa scelta politica della giunta Salis.
“Riteniamo inammissibile che su un tema di interesse generale, su cui non esistono posizioni ostative ma solo desiderio di conoscenza, la maggioranza si sia arroccata su cavilli letterali pur di non intervenire tempestivamente in aula per chiarire a che punto e a quali condizioni si procederà. [...] Il piano è politico: e politicamente la maggioranza della Salis ha optato per la non trasparenza e la non comunicazione delle informazioni, pur parziali, ma doverose non tanto nel rispetto della minoranza ma della città. Lo stadio è di tutti e coinvolge tutti”.














