In un quartiere spesso raccontato per le sue fragilità, c’è una realtà che ogni giorno sceglie di raccontare altro: presenza, solidarietà, comunità. La Misericordia Ponente Soccorso, con sede in via Martiri del Turchino a Pra’, si conferma un presidio stabile e indispensabile nel cuore del CEP.
I numeri del 2025 parlano chiaro: 2.855 interventi di emergenza sanitaria, oltre 21.000 trasporti per cure e dimissioni, 5.536 servizi dedicati ai bambini con disabilità e 464.292 chilometri percorsi per garantire assistenza e continuità. Ma, spiegano dall’associazione, non è solo una questione di cifre.
Essere presenti ogni giorno, per famiglie, anziani, bambini e persone fragili, è la vera missione. Una porta aperta quando serve aiuto, una risposta concreta quando il bisogno è urgente. Accanto al soccorso sanitario, la Misericordia sostiene chi fatica ad arrivare a fine mese, chi non ha una casa, chi ha bisogno di ascolto e vicinanza, lavorando in rete con le realtà sociali del quartiere per mantenere viva la comunità.
La struttura può contare su 30 dipendenti medi annui, oltre 70 volontari attivi e 27 mezzi operativi che ogni giorno garantiscono servizi essenziali. Un impegno costante che, come sottolineano dall’associazione, trova sostegno soprattutto nei piccoli commercianti del quartiere. Un ringraziamento speciale è stato rivolto a Voglie di Pizza di Manuel Camedda, per la vicinanza e il supporto alle iniziative sociali.
Più critico, invece, il passaggio sulle grandi realtà economiche presenti sul territorio, che – secondo quanto evidenziato nel comunicato – troppo spesso restano in silenzio, nonostante il lavoro quotidiano svolto a beneficio dell’intero sistema pubblico.
A ribadire il senso di appartenenza è il governatore Andrea Maganuco: "Il CEP è un quartiere che ogni giorno affronta difficoltà reali, ma è anche una comunità viva, fatta di persone che non si arrendono. La Misericordia è qui per questo: per esserci sempre, quando serve davvero. Non facciamo assistenza a parole, ma con presenza quotidiana, mezzi, persone e responsabilità".
E ancora: "Molti di noi, io stesso, Claudia, Alessia, Giulia, siamo nati e cresciuti in questo quartiere. Qui abbiamo le nostre radici, le nostre famiglie, la nostra storia. Il nostro non è solo un servizio: è un senso di appartenenza fuori dal normale. Difendiamo questo territorio perché è casa nostra. E continueremo a farlo con i fatti, anche quando l’attenzione e i sostegni mancano".














