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Politica | 19 febbraio 2026, 09:34

Piciocchi: "Ripudio il fascismo, ma non è il problema di Genova. La giunta si fermi con le distrazioni"

L'ex vicesindaco denuncia lo stallo dei progetti comunali e la strumentalizzazione della memoria partigiana: "Si alimenta una tensione di cui la città non ha bisogno"

Piciocchi: "Ripudio il fascismo, ma non è il problema di Genova. La giunta si fermi con le distrazioni"

Pietro Piciocchi, consigliere comunale ed ex vicesindaco, in un post social interviene sul dibattito acceso tra CasaPound e la sindaca Silvia Salis. "Premessa: avevo una nonna alla quale volevo un bene dell'anima che insegnava alle scuole elementari e che per non giurare fedeltà al fascismo ebbe i suoi seri problemi. Sono cresciuto in questi valori, ripudio il fascismo, mi disgusta nel contenuto e nel metodo, così come ripudio ogni forma di intolleranza e di soppressione della libertà, che è un bene prezioso di cui sono gelosissimo".

Piciocchi sottolinea come, a suo avviso, il fascismo non rappresenti oggi la minaccia principale per Genova: "Al tempo stesso, però, non penso che al giorno d'oggi il fascismo sia il principale problema della nostra Città e non vedo fascisti in ogni angolo di strada. Lo dico perché da quando si è insediata la nuova Giunta comunale a Genova non si parla d'altro: pazienza se il Comune si è fermato, se tutti i principali progetti sono in stallo e non è possibile sapere il termine di conclusione di una sola opera pubblica, se la scuola comunale è in disarmo, se sono state aumentate in otto mesi di mandato tutte le tasse possibili e immaginabili, se ci troviamo con una Giunta che viaggia a una media di due delibere a seduta e non fa altro che frignare e cercare capri espiatori...e potrei continuare a lungo. L'importante è rincorrere i fascisti, dare gratuitamente dei fascisti a coloro che non sono allineati al mainstream della sinistra e del politicamente coretto. Il resto può aspettare".

L'ex vicesindaco passa poi a esempi concreti di quartieri genovesi colpiti, come la Foce, e denuncia una solidarietà "centellinata" verso le forze dell'ordine, invocando condanne senza ambiguità per ogni forma di violenza politica. "Ebbene, invece di pontificare su fascismo e antifascismo a ogni piè sospinto, mi piacerebbe piuttosto che la Sindaca si occupasse dei poveri cittadini della Foce che al sabato si ritrovano prigionieri nelle loro case per le manifestazioni asseritamente antifasciste di gruppi che paralizzano l'intero quartiere. Mi piacerebbe che davanti alle aggressioni alle forze dell'ordine la solidarietà non fosse centellinata. Mi piacerebbe che, senza se e senza ma, si facesse terra bruciata nei confronti di tutti coloro che usano metodi e linguaggi violenti per propagandare le loro idee e che verso costoro non ci fossero ammiccamenti e occhiolini della politica, qualunque siano le idee che professano, ammesso che ne abbiano alcune".

Infine, Piciocchi esprime il sospetto che dietro questo "agitarsi" ci sia una strategia per mascherare i fallimenti dell'Amministrazione, con effetti negativi sulla tensione sociale e sul valore della memoria partigiana. "La mia netta sensazione è che c'è chi ci marcia e che tutto questo agitarsi serva solo a distrarre dai problemi veri che le persone vivono quotidianamente nei nostri quartieri e ai quali non arrivano risposte da parte di questa Amministrazione. Così si alimenta una tensione di cui la Città non ha bisogno e, allo stesso tempo, si svilisce il sacrificio chi la lotta partigiana l'ha fatta veramente".

C.O.


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