Una strategia condivisibile nel merito, ma ancora troppo isolata. Il SIAP (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) di Genova interviene con decisione dopo la conferenza stampa del Sindaco Silvia Salis, del comandante della Polizia Locale Gianluca Manzo e dell’assessore Sergio Viscogliosi sulle nuove progettualità per la sicurezza urbana.
Secondo Roberto Traverso, Segretario Generale Provinciale del SIAP, il problema principale resta la frammentazione degli interventi. «Non si percepisce ancora quel livello di coordinamento istituzionale indispensabile», spiega Traverso. Il timore del sindacato è che, senza un tavolo strutturato e permanente, si continui a procedere a "compartimenti stagni". Le attività della Polizia Locale e quelle dei Commissariati di Polizia dovrebbero invece convergere in una regia comune per essere realmente incisive sul territorio.
ribadisono che non può esistere una strategia realmente efficace se l’unico luogo di confronto resta il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che ha competenze specifiche sull’ordine pubblico ma non può esaurire, da solo, l’insieme delle problematiche legate alla sicurezza urbana. A Genova continua infatti a mancare, sul piano politico e operativo, un tavolo strutturato e permanente sulla sicurezza urbana, capace di mettere in rete in modo stabile e continuativo Forze dell’Ordine, Polizia Locale e istituzioni.
Il SIAP ribadisce che la sicurezza è un "bene comune" e non deve diventare terreno di scontro ideologico tra destra e sinistra. Temi complessi come gli affitti in nero, il controllo delle licenze commerciali, la gestione dei minori stranieri non accompagnati e i presidi negli ospedali richiedono, secondo il sindacato, una sinergia operativa che superi le singole competenze amministrative.
Per passare dalle parole ai fatti, il SIAP sta portando avanti una campagna per l’introduzione dei Patti per la sicurezza urbana, sostenuta da una raccolta firme che ha già superato le 500 adesioni.
«Stiamo ultimando una bozza tecnica che invieremo a breve al Prefetto e al Sindaco», annuncia Traverso. L'obiettivo è duplice: aumentare la sicurezza percepita dai cittadini e "bonificare" il territorio dalle infiltrazioni della criminalità organizzata, rendendo i quartieri meno permeabili ai reati gravi grazie a un monitoraggio capillare e condiviso.














