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Attualità | 24 febbraio 2026, 11:08

Cinghiali catturati al San Martino, la denuncia degli animalisti genovesi: “Infilati vivi in un sacco”

I quattro cuccioli erano rimasti bloccati dentro un tubo nell’area verde sopra l’Ospedale. L'associazione accusa gli agenti regionali di "una cattura traumatica": "I piccoli urlavano terrorizzati: questo è sadismo e maltrattamento"

Foto d'archivio

Foto d'archivio

Quattro cuccioli di cinghiale rimasti bloccati dentro un tubo nell’area verde sopra l’Ospedale San Martino, l’intervento degli agenti regionali per la fauna selvatica e, subito dopo, una durissima denuncia affidata ai social. È quanto accaduto nella giornata di ieri, lunedì 23 febbraio, e che nelle ultime ore ha acceso la polemica in città.

Secondo quanto riportato nel post pubblicato da un gruppo animalista genovese, i piccoli non riuscivano più a risalire dal tubo mentre la madre si sarebbe allontanata in cerca di cibo. Alcuni presenti avrebbero provato a liberarli senza riuscirci, fino alla richiesta di un intervento esterno.

La contestazione riguarda le modalità della cattura. Nel messaggio si sostiene che i cinghialotti siano stati prelevati e trasportati via vivi all’interno di un sacco. Una scena descritta come traumatica, con i cuccioli “terrorizzati”, e definita senza mezzi termini “maltrattamento” e “trattamento crudele senza necessità”.

Nel testo gli attivisti richiamano anche l’articolo del codice penale che punisce chi provoca lesioni o sevizie agli animali “per crudeltà o senza necessità”, ipotizzando che l’episodio possa rientrare in questa fattispecie. Secondo la loro posizione, i piccoli avrebbero potuto essere liberati sul posto e rimessi in condizione di raggiungere la madre oppure, qualora la cattura fosse stata ritenuta indispensabile, sedati preventivamente per ridurre lo stress.

Nel post viene inoltre sollevata un’altra questione: quella delle presunte aperture nella rete che delimita la grande area verde a monte dell’ospedale. Una criticità che, a detta del gruppo, sarebbe nota da tempo sia all’amministrazione ospedaliera sia agli agenti regionali. Da qui la richiesta di un intervento strutturale sulle recinzioni per evitare nuovi ingressi di fauna selvatica.

Al momento non risultano comunicazioni ufficiali sull’episodio specifico. La vicenda riporta però al centro del dibattito cittadino il tema, da anni controverso, della gestione dei cinghiali in ambito urbano e delle procedure adottate quando si interviene su cuccioli.

Redazione

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