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Attualità | 25 febbraio 2026, 12:21

Unige e Referendum, stop al dibattito solo sul no: il Rettore chiede il contraddittorio

Sinistra Universitaria aveva chiesto un’aula per un incontro monotematico contro la riforma della giustizia. Federico Delfino invita a inserire "anche le ragioni del sì per garantire neutralità" e i Giovani Democratici parlano di "diniego grave"

Unige e Referendum, stop al dibattito solo sul no: il Rettore chiede il contraddittorio

È polemica all’Università degli Studi di Genova sull’organizzazione di un dibattito in vista del prossimo referendum sulla riforma della giustizia. A innescare il confronto è stata la richiesta di Sinistra Universitaria di organizzare un incontro monotematico a sostegno del No con la presenza di un esponente politico.

A margine di una conferenza stampa, il rettore Federico Delfino ha spiegato la posizione dell’Ateneo: "I nostri regolamenti ci invitano a tenere un atteggiamento neutro. Quindi ho chiesto agli studenti di Sinistra Universitaria, che avevano fatto richiesta per organizzare un dibattito monotematico sul No con la presenza di un esponente politico, di organizzare lo stesso dibattito con gli stessi relatori, ma dando voce anche alle ragioni del Sì, in modo tale da mantenere questa neutralità che contribuisce a informare la popolazione, ma che consente di non strumentalizzare il luogo dell'università a fini politici".

Delfino ha inoltre ricordato come l’Ateneo abbia già promosso momenti di approfondimento sul tema referendario: "L'Università di Genova ha svolto due eventi in tema di referendum, fatti con l'Ordine dei Giornalisti e ospitati all'interno della sua aula magna del Palazzo di Ateneo, quindi nel posto più simbolico della nostra università. Devo dire sono stati eventi di grande impatto che hanno contribuito a informare la popolazione. Il primo è stato svolto in collaborazione con l'Anm, il secondo con l'Ordine degli Avvocati, in particolare la sezione degli avvocati penalisti. Quindi abbiamo contribuito al dibattito".

Sul caso sono intervenuti anche i deputati del Partito Democratico Valentina Ghio e Alberto Pandolfo, che hanno presentato un’interrogazione alla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini per chiedere chiarimenti sulla vicenda.

Dura la presa di posizione dei Giovani Democratici di Genova. Il segretario provinciale Pietro Sapori parla di scelta "grave" e di un segnale preoccupante: "Apprendiamo con forte preoccupazione la decisione dell’Università degli Studi di Genova di negare uno spazio di dibattito in vista del prossimo Referendum sulla riforma della giustizia".

Secondo i GD, impedire l’utilizzo di un’aula per un confronto critico sulla riforma significherebbe limitare il pluralismo: "L’Università dovrebbe essere il luogo per eccellenza del pluralismo, del libero confronto e della discussione, non uno spazio in cui si ostacolano iniziative che esprimono posizioni contrarie verso le scelte dell’esecutivo".

"Negare un’aula a chi vuole discutere nel merito della riforma significa lanciare un segnale sbagliato, soprattutto alle nuove generazioni", conclude Sapori, mentre i Giovani Democratici chiedono al rettore di "fare un passo indietro, garantendo libertà di espressione, autonomia degli spazi universitari e diritto al confronto democratico".

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del consiglio regionale Stefano Balleari, che difende la posizione del rettore. "L’Università è, per sua natura, luogo di confronto e di pluralismo. Proprio per questo il confronto deve essere autentico, fondato sul contraddittorio e sulla pari dignità delle posizioni. Quando viene meno questo principio, si rischia di trasformare un momento di approfondimento in un’iniziativa unilaterale", afferma.

Secondo Balleari, il richiamo all’equilibrio "non è censura, ma garanzia di imparzialità". E aggiunge: "Le scuole e le università non devono diventare terreno di conquista politica. I giovani non vanno indirizzati o indottrinati, ma messi nelle condizioni di formarsi un’opinione libera e consapevole. L’Università deve restare casa del sapere, non arena di propaganda".

Il Comitato Società civile per il no al referendum costituzionale composto da Cgil Genova, Anpi, Arci, Udu, Tavolo no Autonomia Differenziata, Auser, Libera, Rete studenti medi, Udi, Giuristi democratici, Legambiente Liguria, Acli Liguria, Coordinamento Democrazia Costituzionale, Associazione Libertà e Giustizia, Comitato per lo Stato di diritto Genova "ha appreso con stupore la notizia che l'ateneo genovese ha negato l'accesso ai propri locali agli studenti della Sinistra universitaria Udu per lo svolgimento di un evento per promuovere le ragioni del no al referendum del 22 e 23 marzo. L'evento si sarebbe dovuto svolgere in data 2 marzo in via Balbi alla presenza, tra gli altri, dell’ex ministro Andrea Orlando, ma agli studenti è stata negata la sala adducendo a motivazioni strumentali. Il Comitato Società civile per il no al referendum esprime solidarietà all'Unione degli studenti universitari e incita l'Università di Genova a tornare sui propri passi concedendo i locali per lo svolgimento dell'evento. Diversamente gli studenti annunciano per la stessa data lo spostamento dell’iniziativa fuori dall’Università dove pubblicamente saranno esposte le ragioni del no e dove i partecipanti al Comitato saranno presenti". 

Redazione

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