Sala stracolma a Sestri Ponente, presso la sede della Ucam - Unione Camminatori Amici della Montagna di via Ciro Menotti, per l’incontro svoltosi nei giorni scorsi con Fortunato Zanfretta, l’ex guardia giurata che, nel 1978, affermò di aver avuto un incontro ravvicinato con gli alieni, nei boschi vicini a Torriglia.
Dopo quasi cinquant’anni, la storia di Zanfretta e la sua testimonianza sono ancora oggetto di studi e di moltissimo interesse da parte delle persone. Il tema alieni e il tema Ufo sono stati dibattuti ampiamente già presso la sede dell’Università Popolare Sestrese, grazie all’organizzazione del divulgatore scientifico Walter Pilloni che prima di questo incontro ne ha svolto un altro, preparatorio, con il giornalista Rino Di Stefano, la persona che più di tutte ha studiato il ‘caso Zanfretta’, scrivendo anche un libro che ancora oggi viene continuamente ristampato.
È stato Pilloni, in qualità di nuovo componente del direttivo della Università Popolare Sestrese, a fare gli onori di casa insieme al presidente Mario Galasso e al vicepresidente Eugenio Muratore, e poi a chiedere a Zanfretta un contributo in prima persona.
“A quasi cinquant’anni dai primi episodi - osserva Pilloni - il caso di Fortunato Zanfretta continua a rappresentare uno dei più noti e discussi enigmi italiani legati al fenomeno Ufo. Ex guardia giurata genovese, Zanfretta dichiarò di aver vissuto, a partire dal 1978, una serie di incontri ravvicinati con presunte entità extraterrestri nelle zone di Torriglia. I racconti, che parlano di rapimenti e contatti ripetuti con esseri descritti come ‘Dargos’, suscitarono fin da subito l’attenzione non solo dei media, ma anche delle forze dell’ordine e di investigatori privati. Nel tempo, il caso è stato oggetto di indagini, trasmissioni televisive, pubblicazioni e testimonianze che hanno contribuito a costruire una narrazione rimasta viva nel dibattito pubblico”.

Ciò che distingue la vicenda Zanfretta da molti altri racconti analoghi è la sua persistenza nel tempo: “Non un episodio isolato - commenta Pilloni - ma una serie di eventi distribuiti negli anni, accompagnati da elementi considerati, da alcuni, degni di approfondimento. Al di là delle diverse interpretazioni, tra scetticismo e apertura al mistero, colpisce il forte interesse che ancora oggi il personaggio suscita. A distanza di decenni, Zanfretta continua a essere invitato a incontri pubblici, conferenze e dibattiti, attirando l’attenzione di curiosi, appassionati e studiosi del fenomeno”.
Prova concreta di questo interesse è stato, per l’appunto, il grande successo del recente convegno organizzato a Sestri Ponente da Walter Pilloni presso l’Ucam, che ha registrato una partecipazione straordinaria e un vivo coinvolgimento del pubblico.
“Un sentito ringraziamento va al presidente Antonino Lanfranco, alla guida di un’associazione che vanta oltre cento anni di storia e circa cinquecento iscritti, distinguendosi per l’apertura verso tematiche sociali, storiche e culturali. Al di là delle convinzioni personali, ciò che colpisce è la forza narrativa e il coinvolgimento che questa vicenda continua a generare. Dopo cinquant’anni, il caso Zanfretta resta un punto di incontro tra cronaca, mistero e bisogno umano di interrogarsi su ciò che ancora non conosciamo, un caso che, indipendentemente dalle considerazioni personali, continua a interrogare e affascinare, dimostrando come il confine tra realtà e ignoto sia ancora oggi tutt’altro che definito”.

Ecco i cinque fatti documentati della prima notte del caso di Fortunato Zanfretta, avvenuto tra il 6 e il 7 dicembre 1978 nei boschi sopra Torriglia. Questi punti sono spesso citati nelle cronache e nelle ricostruzioni del giornalista Rino Di Stefano.
La chiamata concitata alla centrale - Durante il giro di vigilanza notturno, intorno a mezzanotte e mezza, Zanfretta contattò via radio la centrale della sua società dicendo frasi concitate come: ‘Vedo delle luci… sono enormi… non sono uomini!’. Poco dopo la comunicazione si interruppe improvvisamente.
I colleghi lo trovano in stato di shock - Quando altri vigilanti arrivarono sul posto, trovarono Zanfretta visibilmente terrorizzato e confuso, tanto che faticava a parlare. Secondo le testimonianze, continuava a ripetere che aveva visto esseri giganteschi e una luce enorme.
L’impronta sul terreno - Sul luogo dell’evento furono segnalate tracce sul terreno e segni che alcuni interpretarono come impronte lasciate da un oggetto molto pesante. Questo particolare alimentò molto la discussione sul caso.
La pioggia improvvisa - Alcuni racconti riferiscono che quella notte si verificò una pioggia intensa localizzata, fenomeno che in seguito fu collegato da alcuni testimoni alla presenza dell’oggetto luminoso.
L’inizio di un caso nazionale - La vicenda non rimase locale: negli anni successivi il caso venne analizzato da giornalisti, investigatori e appassionati di fenomeni Ufo, diventando uno dei casi più famosi d’Italia.
















