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Cronaca | 25 febbraio 2026, 17:01

Ignora e maltratta i figli di uno e tre anni perché 'distratta' dal cellulare: madre a processo

La donna ha scelto il rito abbreviato. L’udienza è fissata per il 5 marzo.

Ignora e maltratta i figli di uno e tre anni perché 'distratta' dal cellulare: madre a processo

Sarà giudicata con rito abbreviato la donna di 31 anni accusata di aver aggredito i figli di uno e tre anni, colpendoli con schiaffi e calci perché la “disturbavano” mentre era al telefono. Secondo l’accusa, i bambini le avrebbero chiesto attenzioni per mangiare, andare in bagno o semplicemente per ricevere una carezza. La donna, assistita dall’avvocata Francesca Solporini, deve rispondere di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate. L’udienza è fissata per il 5 marzo.

Già a settembre la giudice per le indagini preliminari aveva disposto nei suoi confronti l’allontanamento dall’abitazione familiare e il divieto di avvicinamento ai minori, con l’applicazione del braccialetto elettronico per monitorare eventuali violazioni delle prescrizioni.

I fatti contestati risalgono all’estate scorsa. A far scattare l’inchiesta era stato il marito, che aveva presentato denuncia. Il pubblico ministero aveva attivato immediatamente la procedura del “codice rosso”, ottenendo in pochi giorni la misura cautelare poi eseguita dalla squadra mobile. L’uomo aveva riferito di atteggiamenti aggressivi della moglie nei confronti dei bambini — il maggiore nato da una precedente relazione, il più piccolo avuto con lui — e di aver notato lividi sui loro corpi, spiegati dalla donna come semplici cadute domestiche. Insospettito, aveva installato in casa alcune telecamere con il pretesto di prevenire furti.

Le immagini avrebbero documentato le violenze: il bambino di tre anni sarebbe stato colpito alla testa con un telecomando, schiaffeggiato e preso a calci mentre si trovava a terra; la bimba di un anno sarebbe stata schiaffeggiata alla testa. Episodi che, secondo l’accusa, si sarebbero verificati quando i piccoli cercavano l’attenzione della madre mentre era impegnata al cellulare.

Nell’ordinanza, la giudice aveva parlato di "un comportamento continuato di violenza gratuita e immotivata", sottolineando la ripetitività delle condotte e una grave intolleranza verso i figli, definendo i fatti come una forma di violenza persecutoria reiterata ai danni di bambini in tenerissima età.

Redazione

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