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Cronaca | 23 marzo 2026, 19:49

Fusione Amt-Atp, chiesto il processo per dieci ex vertici: “Fondi ottenuti con investimenti mai realizzati”

Secondo la Procura avrebbero indicato nel piano 20 nuovi autobus e lavori mai fatti per ottenere 4,5 milioni: tra gli imputati Gavuglio, Sivori e Beltrami

Fusione Amt-Atp, chiesto il processo per dieci ex vertici: “Fondi ottenuti con investimenti mai realizzati”

La Procura di Genova ha chiesto il rinvio a giudizio per dieci persone nell’ambito dell’inchiesta sulla fusione tra Amt e Atp, l’operazione che ha portato alla nascita di un’unica azienda di trasporto per l’intera città metropolitana.

Tra gli imputati figurano Ilaria Gavuglio, ex direttrice generale e presidente di Amt (coinvolta in quanto membro del collegio sindacale di entrambe le società), Enzo Sivori, ex presidente di Atp e vice presidente di Amt, e Marco Beltrami, ex presidente di Amt.

Le accuse, a vario titolo, sono di truffa e truffa ai danni dello Stato. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli indagati avrebbero indicato nel business plan, presentato per sostenere l’aumento di capitale, la volontà di realizzare nuovi investimenti, tra cui l’acquisto di 20 autobus e il rinnovo di strutture e impianti, pur sapendo che le risorse sarebbero state destinate ad altri scopi, in particolare all’estinzione di debiti verso fornitori e al pagamento di spese correnti.

Non solo. Sempre secondo l’accusa, "con artifici" avrebbero indotto in errore l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, chiamata a vigilare sull’operazione, e indirettamente anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ottenendo così finanziamenti pubblici per complessivi 4.489.600 euro.

L’indagine era partita da un esposto della società privata lombarda Autoguidovie Spa, socio di minoranza e da sempre contraria alla fusione tra le due aziende. Dopo la chiusura delle indagini, circa un anno fa, i principali indagati avevano presentato memorie difensive o chiesto di essere interrogati, ma le loro spiegazioni non hanno convinto la Procura.

La richiesta di rinvio a giudizio è ora sul tavolo del giudice per l’udienza preliminare Elisa Scorza, che nei prossimi giorni dovrà fissare la data dell’udienza per decidere sull’eventuale processo.

Redazione

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