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Attualità | 30 marzo 2026, 11:01

Funivia in Val Bisagno, i residenti di via Vecchia insorgono: "Promesse tradite e progetto calato dall'alto"

Il Comitato ricorda alla sindaca Salis un impegno firmato in campagna elettorale: niente parcheggi sul tetto della rimessa di Staglieno. E ora potrebbe finirci anche la stazione della cabinovia, senza uno studio sull'impatto acustico

Funivia in Val Bisagno, i residenti di via Vecchia insorgono: "Promesse tradite e progetto calato dall'alto"

Promesse tradite e progetto calato dall’alto.

Una delle prime reazioni del territorio al progetto della funivia per la mobilità in Val Bisagno, presentato nel corso di una conferenza stampa sabato, si potrebbe riassumere attraverso questi punti.

A intervenire è il Comitato di Via Vecchia e Strade Limitrofe che ha voluto ricordare alla sindaca di Genova Silvia Salis l’impegno preciso assunto durante la campagna elettorale: nessun parcheggio di interscambio sui due piani sopra la rimessa di Staglieno, ma all'interno dell'officina stessa. Uno di quegli impegni messi nero su bianco, con tanto di firma che ora, stando al Comitato, rischiano di essere disattesi.

"In campagna elettorale lei e tutta la sua coalizione hanno preso un impegno con il Comitato firmando un documento in cui si chiedeva di apportare una variante all'attuale progetto rimessa Staglieno, inserendo il parcheggio di interscambio all'interno della futura officina, anziché disporlo su due piani sopra l'edificio", scrive la presidente del Comitato, Raffaella Capponi. Dallo studio del Politecnico di Milano, invece, emerge non solo che i due piani di parcheggio verranno realizzati come originariamente previsto, ma che sul tetto dello stesso edificio potrebbe essere collocata anche la stazione della funivia.

Una prospettiva che il Comitato giudica inaccettabile: la fermata insiste su "un contesto urbano densamente popolato e con un traffico veicolare intenso, senza avere fatto un adeguato studio sull'inquinamento acustico prodotto dalle cabine in arrivo e in partenza ogni 30 secondi dalle ore 6 alle ore 23".

Ma la critica del Comitato va oltre il caso specifico di Staglieno e investe il metodo complessivo con cui l'amministrazione ha gestito l'intera vicenda. "La Sindaca Salis ha detto che l'opzione zero non è nei suoi piani, ma neanche i Comitati la vogliono", si legge. "Però si aspettavano un dibattito, una discussione per decidere insieme la soluzione migliore per il territorio; invece, ora si ritrovano uno studio che sa tanto di progetto calato dall’alto, di nuovo, e i cittadini possono solo fare delle osservazioni che potranno essere accolte o meno dall’amministrazione”.

Un paragone durissimo, quello con la giunta precedente: "Anche la giunta precedente qui in Val Bisagno permetteva ai cittadini di dare pareri per cambiare minimi dettagli di cose già decise”. Tradotto: per il Comitato, il metodo Salis non sarebbe diverso da quello di Bucci.

A rendere ancora più teso il quadro è la situazione in cui versa già il quartiere. "Il tessuto sociale del quartiere di via Vecchia è già stato irrimediabilmente compromesso dagli espropri", scrive Capponi, "ma se questo studio diventasse progetto definitivo, la sua realizzazione peggiorerebbe in maniera importante la qualità della vita dei suoi abitanti e metterebbe a rischio il rapporto di fiducia nei confronti dell’Amministrazione”.

Una conclusione che lancia un allarme: la fiducia della campagna elettorale conquistata grazie all’impegno verso il territorio potrebbe venire meno.

I.R.

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