La funivia in Val Bisagno non è ancora realtà, ma sui social è già diventata, almeno per molti, una piccola località sciistica. Dopo la presentazione del progetto della cabinovia tra Brignole e Molassana, le reazioni online si sono moltiplicate in pochissimi giorni. E se da un lato il dibattito resta serio sul piano della mobilità, dall’altro la rete si è scatenata con una raffica di ironia, meme e fotomontaggi.
Tra i commenti più condivisi, c’è chi chiede: "Si sa quanto costa lo skipass?", oppure "Ma è prevista anche la seggiovia per scendere con la pista nera dal Righi?". E ancora: "Lo skipass è compreso con il biglietto del bus?" o "Dove si affittano gli sci?".
Un’ironia che gioca sull’idea, per molti ancora difficile da immaginare, di una cabinovia sospesa sopra la Val Bisagno, con tanto di piloni e cabine in movimento sopra la città.
Al centro delle battute anche uno degli aspetti più discussi del progetto: il vento. "E quando c’è vento si ferma tutto… geniale", scrive qualcuno. Altri rincarano la dose: "Pensandoci, a Genova non c’è mai vento…", oppure "Praticamente chiusa sei mesi all’anno".
Ma è soprattutto sul piano creativo che i social hanno dato il meglio. C’è chi ha immaginato un “Sky Pass Amt”, trasformando l’abbonamento del trasporto pubblico in uno skipass in pieno stile montagna. Altri hanno ipotizzato soluzioni alternative ancora più fantasiose: dallo skilift alla mongolfiera al posto della cabinovia.
E poi le immagini: il torrente Bisagno trasformato in una pista innevata con tanto di cartello “ski-lift Molassana”, oppure reso navigabile come a Venezia, con gondole e gondolieri che solcano l’acqua.
Una valanga (è il caso di dirlo) di meme che racconta, a modo suo, lo stupore e anche lo scetticismo con cui una parte dei genovesi ha accolto la proposta.
Dietro le battute, però, resta un tema serio: quello della mobilità in Val Bisagno e delle alternative al traffico quotidiano. La funivia, proposta come soluzione più sostenibile e meno impattante rispetto ad altre ipotesi, dovrà ora affrontare il confronto con cittadini e territorio. Nel frattempo, sui social, il progetto ha già trovato una sua dimensione: quella, tutta genovese, dell’ironia.
E, almeno per ora, tra una cabina e l’altra, c’è chi continua a chiedersi se servirà davvero… lo skipass.














