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Politica | 31 marzo 2026, 14:57

Studentessa in carrozzina costretta a cambiare scuola, il caso approda in Consiglio Comunale

L’assessora Lodi: “Attivati subito con Città Metropolitana e Ufficio Scolastico”

Studentessa in carrozzina costretta a cambiare scuola, il caso approda in Consiglio Comunale

Dopo la diffusone della notizia della studentessa diciassettenne in sedia a rotelle  costretta a non utilizzare i servizi igienici a scuola per ore a causa della loro inagibilità, vivendo una situazione di profonda umiliazione, il consigliere comunale Mario Mascia ha sollevato la questione nell’odierna seduta del consiglio comunale chiedendo chiarimenti sul coinvolgimento dell'amministrazione.

Pur consapevole che la competenza diretta sugli edifici delle scuole secondarie non spetti al Comune, Mascia ha espresso preoccupazione per il richiamo, fatto dagli articoli di stampa, alla figura del Garante dell'infanzia e dell'adolescenza, istituzione nata proprio su sua proposta. Il consigliere ha chiesto se l'amministrazione si sia attivata politicamente per interloquire con le parti coinvolte, famiglia, docenti ed enti competenti, per dare un segnale di presenza e vigilanza sui diritti dei minori.

L'assessora Cristina Lodi, fornendo una risposta concertata con la collega Rita Bruzzone, ha ribadito che la tutela delle persone con disabilità è un principio inderogabile dell'azione pubblica, in linea con la Costituzione e la convenzione ONU. Lodi ha precisato che, fino alla pubblicazione della notizia sui giornali, né l'amministrazione comunale, né il Garante, né la Disability Manager avevano ricevuto segnalazioni in merito.

Appresa la notizia, il Comune si è immediatamente attivato presso l'Ufficio Scolastico Territoriale e la Città Metropolitana. Dalle interlocuzioni è emerso che il dirigente scolastico ha rappresentato un percorso di "accomodamento ragionevole" già condiviso con la famiglia per rispondere ai bisogni della ragazza nelle more della risoluzione delle criticità logistiche.

Anche la Città Metropolitana ha confermato di non aver ricevuto segnalazioni precedenti al caso mediatico. L'assessora ha sottolineato che, sebbene il Comune sia competente per l'edilizia delle scuole dell'infanzia, primarie e medie, l'amministrazione ha voluto comunque farsi parte attiva affinché venisse prestata la massima attenzione ai servizi igienici e ai percorsi interni dell'istituto.

"Ogni soluzione organizzativa deve essere rispettosa della dignità della studentessa e non può tradursi in forme di penalizzazione", ha dichiarato Lodi, ribadendo il diritto degli studenti con disabilità di scegliere dove studiare in piena accessibilità.

I FATTI

La vicenda della giovane studentessa con disabilità motorie costretta a lasciare la propria scuola è arrivata sulle pagine dei giornali genovesi ieri, sabato 14 marzo 2026.
Secondo quanto raccontato dalla stessa diciassettenne in un video diffuso via social, la decisione di lasciare l’istituto deriverebbe dall’assenza di una figura in grado di assisterla nelle necessità quotidiane, in particolare nel trasferimento dalla carrozzina ai servizi igienici, perché "troppo pesante”. 
Sempre secondo la giovane, l'unica soluzione proposta dalla scuola, sarebbe stata quella di farla sedere su una 'comoda', una carrozzina con un contenitore per le necessità fisiologiche. "Mi hanno umiliato e deriso" ha detto la ragazza nel video. La famiglia ha chiesto il riserbo sul nome della scuola genovese.

Chiara Orsetti


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