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Attualità | 15 maggio 2026, 14:47

Prolungamento della Metro, Certosa "dimenticata" da Tursi: “Cinque anni di lavoro ignorati”

Amarezza e sconcerto tra i residenti per la mancata convocazione alla commissione sul prolungamento Brin-Canepari. Il Presidente D'Agostino: “Non molliamo”

Immagine di repertorio

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Esclusione o disattenzione?

Certosa si divide sulla mancata convocazione del Comitato Liberi Cittadini di Certosa durante la commissione che si è svolta questa mattina a Palazzo Tursi e che ha messo al centro il tema del prolungamento della metropolitana nel tratto Brin - Canepari - Martinez.

Il comitato, per la prima volta in cinque anni, si è visto escludere dal tavolo di confronto con il Comune e gli "Uditi".

La rabbia del gruppo è esplosa stamattina, quando i membri hanno appreso dell'esistenza della commissione a cose ormai fatte. Un tempismo che ha lasciato l'amaro in bocca.

“Una notizia arrivata all’ultimo momento, quasi di nascosto”, denuncia il Presidente del Comitato, Enrico D’Agostino, “come se qualcuno avesse deciso che la voce di Certosa potesse essere messa da parte”.

Il paradosso sollevato dai cittadini risiede nella storia stessa del Comitato. Non si tratta di una sigla improvvisata, ma di un interlocutore che ha partecipato a ogni singola convocazione negli ultimi cinque anni e che fa parte di diritto della cabina di regia comunale per i cantieri in Valpolcevera. Non solo ma il comitato di Certosa, in sinergia con il Municipio V, ha costruito osservazioni puntuali e proposte concrete per mitigare l’impatto dei lavori nel quartiere.

“Ci saremmo aspettati almeno un gesto di rispetto - prosegue D’Agostino -. Non per noi come persone, ma per Certosa, per quel quartiere che ogni giorno cerchiamo di rappresentare con responsabilità e dedizione”.

Nonostante la delusione, il Comitato sceglie la via del dialogo. L’esclusione viene letta, con un briciolo di speranza, come un possibile errore burocratico piuttosto che come una precisa volontà politica di silenziare il territorio.

Il messaggio rivolto a Palazzo Tursi è chiaro: la fiducia nelle istituzioni è un bene prezioso e fragile che va alimentato con la trasparenza. “Vogliamo credere che si sia trattato di una svista”, concludono i cittadini di Certosa, “ma una cosa rimane certa: noi non molliamo. Finché ci sarà anche solo una possibilità di far sentire la voce del quartiere, noi ci saremo”.

Redazione


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