Oggi siamo abituati a scorrere le playlist mentre camminiamo, a guardare i video che spiegano i modi di giocare assumendo diverse posizioni alla roulette e a chattare live con gli amici in qualsiasi momento. Questo cambiamento è dovuto soprattutto alla tecnologia che ha letteralmente cambiato il nostro modo di vivere l'intrattenimento e di interagire con le persone.
Lo smartphone ha spezzettato e riempito i nostri momenti liberi
Una volta il tempo libero aveva un inizio e una fine abbastanza chiari: finiva il lavoro e iniziava la serata. Oggi si infiltra ovunque, perché abbiamo lo schermo sempre in tasca. A dicembre 2024 hanno navigato in rete 44,7 milioni di utenti unici, con più di 70 ore e 10 minuti di navigazione media nel mese. È come se il tempo libero fosse diventato modulare, lo apriamo e lo chiudiamo in base a quanto dura una fila, un tragitto o una pausa. Anche i social e le community si prendono una fetta enorme di attenzione, si è arrivati a più di 39 milioni di utenti unici, con 22 ore e 38 minuti di tempo medio dedicato nel mese.
In pratica, abbiamo normalizzato alcune abitudini che fino a pochi anni fa sembravano strane:
● guardare contenuti brevi durante la giornata
● usare il telefono come secondo schermo mentre la TV resta accesa
● passare da un contenuto all'altro senza cambiare stanza, solo app
● considerare la pausa un momento da riempire
Video e musica on demand: l'algoritmo ci accompagna nelle scelte
Lo streaming ha fatto una cosa molto semplice, ha spostato il controllo dal palinsesto a noi. Non dobbiamo più essere presenti a un'ora precisa, possiamo decidere sul momento. Nel 2025 la spesa degli italiani per i contenuti digitali di informazione e intrattenimento ha sfiorato i 4 miliardi di euro, con un +3%. In questo, l'Intelligenza Artificiale gioca un ruolo importante, soprattutto nella discovery, cioè nel farci trovare cosa guardare o ascoltare. Per quanto riguarda il settore audio, nel primo semestre 2025 il mercato musicale è cresciuto del 10% e lo streaming ha segnato +9,9%. Il segmento premium è salito del 12,7% con 113 milioni di euro e una quota del 56% tra fisico e digitale.
Videogiochi, social e live: intrattenimento che si vive insieme
Se c'è un pezzo di intrattenimento che spiega bene il cambio di mentalità, è il gaming. Oggi è una combinazione di gioco, socialità, contenuti e identità. In Italia, nel 2024 il settore dei videogiochi è arrivato a sfiorare i 2,4 miliardi di euro, con un +3%, trainato soprattutto dal software. Ma il dato che colpisce davvero è quanto sia diventato trasversale, gli appassionati sono circa 14 milioni, il 33% della popolazione, con un'età media intorno ai 31 anni. E non si gioca solo quando capita, il tempo medio di gioco settimanale è salito a 7,49 ore. In pratica, l'intrattenimento si è spostato verso la partecipazione. Anche quando guardiamo qualcuno giocare o parliamo di una serie in una community, stiamo già vivendo quel contenuto in modo collettivo, non solo da spettatori.
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