Mentre una buona dozzina di parcheggi sono stati sottratti alla cittadinanza - senza alcuna informazione preventiva, alcuna condivisione, alcun ascolto di ipotesi alternative e, soprattutto, senza alcun orizzonte temporale - domani a Pegli ‘debutta’ il nuovo percorso della linea 189, con capolinea da via Pavia anziché da piazza Ponchielli (la piazza della Stazione Ferroviaria) per le ormai ben note limitazioni al transito del ‘Voltino’ di via Diciotto Fanciulli.
A darne comunicazione è stato oggi pomeriggio in Consiglio Comunale l’assessore alla Mobilità, Emilio Robotti, che ha replicato a un’interrogazione a risposta immediata presentata dalla consigliera della Lega, Paola Bordilli.
“Subito dopo la messa in sicurezza e la riapertura del ‘Voltino’ al traffico privato - sostiene Robotti - contestualmente al montaggio dell’impalcatura per consentire l’avvio degli interventi di restauro conservativo, la Direzione Comunale Regolazione ha provveduto all’emissione dell’ordinanza per limitare il passaggio ai mezzi al di sotto dei 2,8 metri di altezza. Per quanto riguarda la linea 189 di Amt, proprio oggi è stata tracciata in via Pavia la segnaletica orizzontale per l’attestamento del nuovo capolinea degli autobus, mentre nella giornata di domani è prevista l’attivazione del nuovo percorso dei mezzi del trasporto pubblico”.
Resta il fatto, grave, che la cittadinanza ha scoperto tutto a cose fatte, in una zona già assai carente di parcheggi quando è a pieno regime, figuriamoci ora, con dieci stalli eliminati in piazza Bonavino e migrati in stalli per motocicli (ancora completamente deserti, e anche da questo si capisce che non ci sia stata alcuna informazione pubblica) e almeno quattro stalli eliminati in via Pavia.
Chi doveva occuparsi della comunicazione non l’ha fatto. E ha mancato di rispetto ai residenti. Al netto di chi si offende, di chi si imbarazza, di chi non transige e di chi tentenna. Nei giorni scorsi è comparso un generico cartello di Aster: recava la scritta “Rifacimento della segnaletica orizzontale”. Come mai non ha recato la scritta: “Creazione di stalli per motocicli” o qualcosa del genere?
In aula, l’assessore Robotti è andato avanti e sul tema ha parecchio glissato: “Tutta la vicenda del ‘Voltino’ è stata gestita nel migliore dei modi, grazie all’immediata attivazione dei consiglieri comunali e municipali di zona, insieme al Municipio competente, e all’intervento dell’Amministrazione che, per quanto riguarda la parte dei lavori pubblici facente capo al collega Ferrante, ha predisposto un intervento di restauro conservativo del manufatto, consentendo il passaggio al di sotto dell’impalcatura dei mezzi privati una volta tracciata, su input della direzione Regolazione, la nuova segnaletica orizzontale. Per quanto riguarda il nuovo percorso degli autobus e la realizzazione del nuovo capolinea, vi è stata evidentemente la necessità di eliminare temporaneamente alcuni stalli per la sosta, nel rigoroso rispetto delle normative in materia di trasporto pubblico locale a tutela della sicurezza della circolazione degli autobus, dell’utenza del trasporto pubblico e di tutti gli utenti della strada. Come detto, la soppressione degli stalli per le auto è solo temporanea: gli stessi saranno ripristinati contestualmente al ritorno al vecchio percorso dei bus”.
Un solo dubbio? Come mai il bus della linea 93 c’è sempre passato senza il bisogno di cancellare alcunché? La sicurezza vale per il 189 ma non per il 93? Sarebbe bello avere spiegazioni. La consigliera Bordilli, dal suo canto, non le ha mandate a dire: “Dopo oltre un mese di disagi, l’assessore Robotti dimostra di non aver compreso il problema che coinvolge cinquemila cittadini e la Lega gli fa notare che gli strumenti per intervenire c’erano sin da subito. Il punto è chiaro: questa amministrazione non conosce il territorio e non sa dare risposte ai cittadini”.
Secondo l’esponente del Carroccio, “dal 3 marzo, sulla linea 189 si è consumato l’ennesimo pasticcio ai danni di Pegli: pendolari, studenti, lavoratori e famiglie hanno subìto ogni giorno un percorso insensato e assurdo, mentre l’assessore aspettava, senza alcun senso, che venisse risolto il problema del ‘Voltino’ che, come ben sappiamo, richiederà molto tempo. La verità è semplice: si poteva intervenire subito. Le soluzioni per ridurre i disagi c’erano. Non mancavano la fattibilità tecnica, ma la volontà politica, la rapidità e il buonsenso. E adesso, come se non bastasse, si prova a risolvere, in ritardo, il problema di un quartiere, Pegli 2, scaricando però la soluzione sui residenti di un’altra zona della delegazione. Infatti, da ieri, con la scusa del passaggio del bus, la Giunta Salis ha causato il taglio, non condiviso, di numerosi parcheggi tra piazza Bonavino e via Ricasoli, creando disagi a cittadini e commercianti. C’è anche un dato di fatto che chiunque conosca la zona capisce benissimo: se in quella strada passano i mezzi pesanti di Amiu, possono passare anche i bus. È assurdo arrivare con tutto questo ritardo su un problema che riguarda circa cinquemila abitanti di Pegli alta, peggiorando nel frattempo la vita quotidiana di altri residenti. Allora sarebbe stata meglio la soluzione di installare un semaforo intelligente provvisorio per consentire il passaggio del solo 189 in via Martiri della Libertà verso la stazione di Pegli, così da permettere al bus di attestarsi presso la stazione e poi immettersi sul lungomare. Oltretutto, in nessun atto si parla del ripristino dei parcheggi auto una volta tornata la situazione alla normalità. Come Lega stiamo già preparando documenti in merito. Questa vicenda è l’ennesima dimostrazione di un’amministrazione lontana dai problemi reali e incapace di affrontarli. Resta una sola parola: vergogna”.
Semaforo intelligente o, ancor più, un’altra soluzione: visto che non vi piacciono i parallelismi con i box all’ex Cinema Eden (alcuni esponenti di questa amministrazione sono evidentemente allergici anche alle battute), tracciate una ventina di parcheggi, quelli che sono stati cancellati, sotto alla Villa Doria. Così, per venire incontro alla cittadinanza. Chissà che ne pensano gli storici dell’arte. Tanto è tutto provvisorio, nevvero?














