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Politica | 14 aprile 2026, 12:38

Scolmatore del Bisagno, dal Pd dubbi sui tempi dopo i danni al cantiere. Giampedrone: "Solo pochi giorni di ritardo compresi nel contratto"

Dopo l’ondata del 18-19 febbraio che ha travolto alcuni macchinari in alveo, la Regione assicura che il cronoprogramma resta invariato, con la fine dei lavori prevista nel 2028

Foto d'archivio

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Nel mese di febbraio, nella notte tra il 18 e il 19, una piena del Bisagno ha travolto parte del cantiere che si trova in alveo, provocando danni a opere provvisorie e attrezzature, tra cui guadi e macchinari utilizzati per l’avanzamento dei lavori.

L’opera, considerata strategica per la mitigazione del rischio idraulico a Genova, è attualmente prevista in completamento entro il 2028, con una possibile entrata in funzione in caso di emergenza già dal 1° gennaio 2027, secondo quanto comunicato dalla Giunta regionale nei mesi scorsi.

Il Pd ha presentato un’interrogazione sul cronoprogramma dell’opera, primo firmatario Simone D’Angelo, per sapere come i danni di febbraio incideranno sui lavori. Il rischio prospettato dal Pd è quello di ulteriori rallentamenti, con possibili ripercussioni su un’opera attesa da anni e ritenuta fondamentale per la sicurezza del territorio genovese, più volte colpito da eventi alluvionali.

Con l’interrogazione si chiede quale sia il nuovo cronoprogramma aggiornato per il completamento dello scolmatore, alla luce delle tempistiche necessarie per il pieno ripristino del cantiere dopo l’evento di febbraio. "Le lavorazioni in alveo sono riprese qualche giorno dopo l’evento – risponde l’assessore Giacomo Giampedrone – e quindi, rispetto al cronoprogramma, rimaniamo fermi al nuovo riequilibrio contrattuale sottoscritto il 15 dicembre 2025. Quindi, alla domanda se gli eventi abbiano portato alla necessità di rivalutare il cronoprogramma, la risposta è: solo qualche giorno di ritardo, ma compresi nell’equilibrio contrattuale".

"La nostra preoccupazione resta – replica D’Angelo –. Se ogni volta che abbiamo una situazione atmosferica sfavorevole il cantiere in alveo viene travolto, forse qualcosa non torna. È chiaro che l’interrogazione è relativa a come la situazione dello scolmatore continui ad avere forti punti d’ombra. L’ultima vicenda riguarda in particolare l’assenza di accesso alle analisi di impatto ambientale rispetto allo smaltimento del materiale di risulta degli scavi. Il nostro lavoro va avanti per verificare che lo scolmatore venga terminato e che vengano garantiti quei canoni di sicurezza ambientale e sanitaria per i cittadini del Bisagno".

Elena Romanato


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