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Attualità | 22 aprile 2026, 10:26

Pra’, lavori in corso all’ex Hotel Zolesi. Diventerà un condominio di fascia alta

Importante riqualificazione a cura dell’impresa Capogreco. Saranno creati undici appartamenti di varie metrature. Così si mette fine a una storia di degrado e di abbandono durata per oltre quindici anni

Pra’, lavori in corso all’ex Hotel Zolesi. Diventerà un condominio di fascia alta

È stato un glorioso simbolo della Pra’ di una volta, quella che si riempiva di bagnanti e anche di numerosissimi turisti provenienti dal Nord Italia e dal Nord Europa. Poi, è stato un albergo decadente, andato di pari passo con quella delegazione che, ormai trasformata dall’insediamento portuale, non esisteva più. Infine, è diventato un monumento al degrado e all’abbandono, per quasi vent’anni al centro di varie ipotesi, ma mai senza alcuna concretezza. 

Sino a qualche giorno fa quando, sulla facciata esterna di quello che un tempo fu l’Hotel Zolesi, in via Pra’ al civico 50, sono comparsi i ponteggi e i cittadini hanno finalmente realizzato che qualcosa si stava muovendo per davvero e che, questa volta, non si tratta di discorsi campati per aria. 

Non ritornerà l’albergo come un tempo, anche perché il contesto è decisamente cambiato e basta veramente poco, a queste latitudini, per capirlo, però i margini per fare qualcosa di bello ci sono, esattamente come, in quel di Multedo, sono stati completati i restauri di Villa Pignone Ansaldo, creando un condominio di assoluto pregio. 

Stesso obiettivo per l’ex Zolesi, come conferma Fortunato Capogreco, titolare dell’omonima impresa che sta eseguendo i lavori allo stabile: “Noi siamo un’azienda familiare, guidata da mio papà, mia sorella ed io. La nostra base è a Sestri Ponente, ma abbiamo un particolare affetto verso le delegazioni più lontane dal centro e questa operazione di recupero dell’immobile che un tempo ospitava l’Hotel Zolesi ci è parsa interessante anche dal punto di vista di una riqualificazione complessiva di tutta la zona”.

Non era certo una bella immagine, questo palazzo completamente abbandonato, con le tapparelle sempre più malandate, le porte sbarrate, l’intonaco ormai usurato e le tinte opache. Solamente un’attività, una filiale del Banco Desio, ha sempre resistito “e continuerà a rimanere. Per tutto il resto, ci sarà una totale riconversione. Come? Saranno creati undici appartamenti di varie metrature, dai monolocali ai bi e trilocali e, all’ultimo piano, verrà realizzato un attico che avrà anche un garage sottostante tra le sue pertinenze. Nel piano interrato, invece, realizzeremo le cantine a uso di tutti gli interni”. 

La completa ristrutturazione riguarda una superficie di ottocento metri quadrati, distribuita su cinque piani: “Al momento, siamo partiti con le ponteggiature - prosegue Capogreco - poi definiremo gli interni. Essendo il complesso disabitato, non avremo alcun tipo di interferenza, il che sicuramente rende più veloci tutte le lavorazioni. Infatti, contiamo di completare tutto entro la primavera del 2027”.

Sarà poi la proprietà, che ha rilevato l’edificio direttamente dagli ultimi discendenti della famiglia Zolesi, a decidere se affittare o vendere gli appartamenti: “Potrebbe essere una formula mista, sono in corso le valutazioni. La proprietà non si concentrerà però sugli affitti brevi, perché l’intenzione è quella di dare opportunità abitative a chi si ferma per periodi più lunghi”. 

Il progetto degli esterni è a firma dell’architetto Alessandro Brena, mentre quello degli interni spetta all’architetto Giulia Grillo“Il taglio che si vuole dare - conclude Capogreco - è quello di una residenza elegante e ben rifinita, con forniture che arriveranno il più possibile da produzioni locali, perché questo è il nostro modo di lavorare”.

Dovrà quindi chiudersi la leggenda dello Zolesi come sinonimo di edificio decadente e, invece, tornerà vivo il ricordo di un luogo che tanto svago e relax ha saputo regalare nei tempi. Qualche anno fa, per l’ex albergo si era valutata anche la prospettiva di farne una residenza per clochard. Poi, il discorso è tramontato, ma non la voglia di mettere la parola fine a quel buco nero proprio al centro di via Pra’.

Alberto Bruzzone

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