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Attualità | 30 aprile 2026, 08:00

Cornigliano, raccolte oltre 350 firme per regolamentare il locale di via San Giovanni d’Acri: pronto un esposto a Prefetto e Questura

La mobilitazione nata tra i cittadini e "distinta dalla raccolta firme annunciata dal M5S". Amorfini e Laguzzi: “La nostra non è un’iniziativa politica e propagandistica: è partita da una richiesta del territorio. Ci siamo mossi come cittadini del quartiere"

Cornigliano, raccolte oltre 350 firme per regolamentare il locale di via San Giovanni d’Acri: pronto un esposto a Prefetto e Questura

Oltre 350 firme raccolte e un esposto in arrivo a Prefetto e Questura. Prosegue a Cornigliano la mobilitazione dei residenti contro la situazione legata al locale di via San Giovanni d’Acri, l'Havana Club, finito al centro di segnalazioni per episodi di degrado e sicurezza che, secondo quanto riferito, andrebbero avanti da tempo.

Si tratta, tengono a chiarire i promotori, ovvero Maurizio Amorfini (Lega) e Alessandro Laguzzi (Fratelli d'Italia) di un’iniziativa distinta, ma sempre raccolta firme, da quella annunciata la scorsa settimana dal Movimento 5 Stelle: una raccolta firme autonoma, partita da un gruppo di cittadini e portata avanti anche con il supporto di esponenti politici locali, ma, sottolineano, “in veste privata e non politica”.

È un’iniziativa fatta da liberi cittadini che noi abbiamo sposato fin dall’inizio. Non è un’iniziativa politica, ma un’azione di civiltà nei confronti di quella parte di territorio che sta soffrendo la presenza di questo locale”, spiegano Amorfini e Laguzzi. 

Al centro delle segnalazioni ci sono soprattutto episodi di violenza e disturbo della quiete pubblica: “Risse violente che si protraggono fino al mattino, con più interventi interforze tra polizia locale e carabinieri”, aggiungono. Da qui la decisione di accompagnare la raccolta firme con un esposto formale: “Le firme saranno correlate a un esposto che sarà presentato al Prefetto e alla Questura”.

Una precisazione arriva anche sul tipo di richiesta avanzata: “Nessuno ne chiede la chiusura del locale, assolutamente. Per me può rimanere aperto, ma a un certo punto la clientela te la scegli”, sottolinea Amorfini.

Secondo quanto raccontato, la mobilitazione nasce direttamente dai residenti e si protrae da tempo: “La proposta è partita da un gruppo di cittadini che ci ha contattato. Ci siamo mossi come cittadini e non come politici, mettendoci a disposizione con tutti gli strumenti possibili, a partire dalla raccolta firme porta a porta”.

Un punto su cui i promotori insistono è proprio la distinzione rispetto ad altre iniziative sullo stesso tema: “Quella del Movimento 5 Stelle è un’iniziativa politica e propagandistica. La nostra invece è puramente cittadina ed è partita molto prima, non è una controiniziativa”, ribadiscono. “Noi non abbiamo messo cappelli di partito, ma ci siamo mossi come residenti di Cornigliano”.

Sul tavolo anche la ricostruzione dell’origine del problema: “La situazione va avanti da più di un anno. Nonostante venga detto che sia iniziata nel 2024, non è così: si fa confusione con il Royal Club fronte stazione Cornigliano, che era stato chiuso e il cui gestore si è poi spostato in via San Giovanni d’Acri”, aggiungono.

Intanto la raccolta firme prosegue e ha già superato quota 350 adesioni. Il prossimo passo sarà la formalizzazione dell’esposto alle autorità competenti, con l’obiettivo di ottenere verifiche e interventi su una situazione che, secondo quanto affermato, continua a incidere sulla vivibilità della zona.

Federico Antonopulo

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