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Attualità | 07 agosto 2026, 11:21

Frodi alimentari, svolta dal Ddl Coltivaitalia: mappe genetiche e isotopi per blindare le DOP della Liguria

Coldiretti approva la nuova Banca dati analitica: test scientifici per smascherare i falsi Made in Italy. Boeri e Rivarossa: "Tutela fondamentale per il nostro olio, il basilico e i vini"

Frodi alimentari, svolta dal Ddl Coltivaitalia: mappe genetiche e isotopi per blindare le DOP della Liguria

La possibilità di utilizzare strumenti scientifici innovativi per certificare l'origine dei prodotti agroalimentari rappresenta un passo avanti decisivo nella lotta alle frodi e alla concorrenza sleale che penalizzano le imprese agricole italiane. È quanto sottolinea Coldiretti Liguria commentando l'introduzione, all'interno del disegno di legge Coltivaitalia, della Banca dati nazionale dei profili analitici di autenticità, basata su tecnologie come la risonanza magnetica nucleare, la mappatura genetica e l'analisi isotopica.

L'obiettivo è semplice quanto strategico: rendere sempre più difficile spacciare per italiano un prodotto che italiano non è, rafforzando gli strumenti a disposizione degli organi di controllo e offrendo nuove garanzie ai consumatori.

"Per una regione come la Liguria, dove le produzioni agroalimentari sono strettamente legate al territorio e rappresentano un patrimonio economico, ambientale e culturale, la tutela dell'origine è fondamentale”, dichiara, Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria. “Pensiamo all'olio extravergine DOP Riviera Ligure, al Basilico Genovese DOP, ai nostri vini, alle produzioni orticole e a tutte quelle eccellenze che nascono dal lavoro delle aziende agricole. Difendere la loro autenticità significa proteggere chi produce qualità ogni giorno e garantire ai consumatori la certezza di ciò che acquistano."

La nuova banca dati consentirà di raccogliere profili analitici di riferimento delle matrici agroalimentari, offrendo un supporto scientifico sempre più efficace nell'individuazione di prodotti di origine estera che vengono commercializzati come italiani, con pesanti ripercussioni sul mercato e sul reddito delle imprese.

"La trasparenza è uno degli strumenti più importanti per costruire fiducia tra produttori e consumatori”, aggiunge Bruno Rivarossa, delegato confederale. “Chi investe nella qualità, nella tracciabilità e nella valorizzazione del territorio non può essere messo sullo stesso piano di chi alimenta frodi o sfrutta l'ambiguità dell'origine dei prodotti. L'introduzione di controlli sempre più avanzati rappresenta una risposta concreta a tutela della salute dei cittadini e della competitività delle nostre aziende agricole."

Secondo Coldiretti, il fenomeno dell'italian sounding e delle false indicazioni di origine continua a sottrarre valore al vero Made in Italy, alimentando un sistema che danneggia le imprese agricole oneste e inganna i consumatori. Per questo l'introduzione della Banca dati nazionale dei profili analitici di autenticità rappresenta un primo, importante passo verso un sistema di controlli sempre più efficace, capace di valorizzare le produzioni italiane e difendere il reddito degli agricoltori.

Per Coldiretti Liguria, investire nella tracciabilità e nell'innovazione significa rafforzare la competitività dell'agricoltura regionale, preservando quelle produzioni che rendono il territorio unico e che costituiscono uno dei principali motori dell'economia agricola ligure.

Redazione

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