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Politica | 11 maggio 2026, 11:21

Grafiche del Liguria Pride contro gli alpini, il centrodestra attacca Salis: "Si dissoci e chiarisca sul patrocinio"

La polemica dopo i post pubblicati sui social dal comitato organizzatore, tra riferimenti a "machismo" e "militarismo". FdI, Lega, Noi Moderati e Vince Genova chiedono alla sindaca una presa di posizione dopo l’Adunata nazionale: "Non può tenere il piede in due scarpe"

Grafiche del Liguria Pride contro gli alpini, il centrodestra attacca Salis: "Si dissoci e chiarisca sul patrocinio"

Centrodestra all’attacco contro il comitato organizzatore del Liguria Pride e contro la sindaca Silvia Salis dopo la pubblicazione, sui canali social della manifestazione, di alcune grafiche critiche nei confronti degli alpini, a meno di un giorno dalla chiusura della 97ª Adunata nazionale che ha portato a Genova migliaia di penne nere.

A far scoppiare la polemica è in particolare uno dei post pubblicati dalla pagina Liguria Pride, in cui si legge: "Al machismo e al militarismo, alle penne in erezione che occupano la nostra città, preferiremo sempre delle favolose piume, not all alpini". Parole che hanno provocato la dura reazione dei gruppi di opposizione a Palazzo Tursi, che già nei giorni scorsi avevano chiesto alla prima cittadina di prendere le distanze dalle manifestazioni di dissenso nei confronti dell’adunata.

A intervenire è Ilaria Cavo, deputata di Noi Moderati, che chiama direttamente in causa Salis: "Prende con nettezza le distanze da certe posizioni del Liguria Pride o riconosce comunque il patrocinio preannunciato? Perché le cose non stanno e non possono stare insieme".

Molto duro anche Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova, che definisce il post "disgustoso" e attacca la sindaca: "Di ambiguità sull’adunata degli alpini ne abbiamo viste fin troppe, la nostra prima cittadina non può continuare a tenere il piede in due scarpe".

Sulla stessa linea il gruppo della Lega in consiglio comunale, con i consiglieri Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua, che parlano di contenuti "volgari e provocatori" rivolti al corpo degli alpini proprio in concomitanza con la chiusura dell’adunata e con la promozione dell’evento di giugno.

"Genova ha vissuto giorni di straordinaria partecipazione, commozione e unità grazie alla presenza degli alpini, esempio di sacrificio, solidarietà e amore per la patria", dichiarano Bordilli e Bevilacqua. "Vedere una manifestazione così sentita sporcata da slogan di cattivo gusto è un insulto non solo alle penne nere, ma a tutta la cittadinanza che le ha accolte con affetto e rispetto".

Per la Lega, le grafiche pubblicate dal Liguria Pride utilizzano "giochi di parole volgari e una retorica del sospetto che nulla hanno a che vedere con il confronto civile". Da qui la richiesta agli organizzatori del Pride di scusarsi con gli alpini e con la città: "La libertà di espressione non può e non deve mai diventare licenza di insultare la storia e l’onore di chi serve l’Italia".

Anche Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, chiede alla sindaca una presa di posizione netta. "Dopo che ha celebrato, non lesinando complimenti, il successo dell’adunata degli alpini, mi piacerebbe sapere cosa pensa il sindaco Salis delle grafiche pubblicate dagli organizzatori del Liguria Pride 2026", afferma Bianchi.

Secondo l’esponente di FdI, quelle immagini "continuano a promuovere la campagna d’odio che ha accompagnato l’avvicinamento, e non solo, alla 97ª Adunata degli Alpini tra violenze verbali, lancio di accuse ed aggressioni". E aggiunge: "Mi auguro che, almeno in questa occasione, faccia seguire alle parole fatti concreti".

Bianchi richiama anche la polemica dei giorni scorsi sulla consulente LGBTQIA+ del Comune, Ilaria Gibelli,  e parla di "un silenzio inaccettabile" da parte della prima cittadina, che, secondo la capogruppo di Fratelli d’Italia, non dovrebbe "avallare una narrazione squallida e distante da quanto abbiamo assistito in questi giorni di festa in città".

La richiesta, da parte dell’opposizione, è dunque una sola: che Salis chiarisca se intenda condannare pubblicamente i contenuti diffusi dal Liguria Pride oppure confermare il sostegno istituzionale alla manifestazione. "Il silenzio legittima sempre", conclude la nota della Lega. "Non tolleriamo più ambiguità".

F.A


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