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Attualità | 12 maggio 2026, 12:53

Salute mentale, a Palazzo Ducale il convegno sul disagio giovanile: "Serve una città che sappia ascoltare"

Ampia partecipazione per "La città che cura", l’incontro promosso dal Patto per la Salute Mentale. Picci: "Il malessere psichico tra i giovani interroga profondamente l’intera comunità"

Salute mentale, a Palazzo Ducale il convegno sul disagio giovanile: "Serve una città che sappia ascoltare"

Il disagio giovanile, le nuove forme di ascolto e la necessità di costruire una rete capace di intercettare fragilità, solitudine e malessere psichico tra adolescenti e giovani adulti. Sono questi i temi al centro di "La città che cura – Patto per la Salute Mentale: Giovani in…comunicazione", il convegno promosso dal Patto per la Salute Mentale e ospitato martedì 12 maggio nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale.

L’incontro, che ha fatto registrare un’ampia partecipazione e il cui termine è previsto intorno alle 17, riunisce giovani, operatori, istituzioni, associazioni, famiglie e mondo della scuola in una giornata di confronto dedicata ai bisogni emergenti delle nuove generazioni. Al centro, in particolare, il crescente malessere psichico tra i ragazzi e la necessità di costruire relazioni, luoghi e percorsi capaci di ascoltare, accogliere e accompagnare.

Nato nel 2018 dalla sottoscrizione del Patto per la Salute Mentale da parte di circa 60 istituzioni e associazioni del territorio, "La città che cura" promuove una visione della salute mentale come responsabilità condivisa della comunità, rafforzando il dialogo tra servizi sanitari, sociale e territorio.

"Il malessere psichico tra i giovani è diventato sempre più visibile e interroga profondamente l’intera comunità. Molti ragazzi e ragazze attraversano oggi esperienze di fragilità, solitudine e disorientamento che spesso faticano a trovare parole, luoghi e interlocutori capaci di accoglierle. Per questo il convegno nasce dalla necessità di costruire nuove possibilità di ascolto e dialogo tra servizi, istituzioni e realtà associative, riflettendo insieme sui bisogni emergenti delle nuove generazioni", ha dichiarato il dottor Rocco Luigi Picci, direttore del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Patologiche e del Territorio Area 3 di ATS Liguria.

Nel corso dell’incontro vengono affrontati i temi della comunicazione del disagio giovanile e del ruolo della comunità educante, con la presentazione di esperienze e buone pratiche sviluppate dal Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche e del Territorio insieme alle realtà territoriali. L’obiettivo è favorire prevenzione, inclusione e percorsi di fiducia, mettendo in relazione servizi, associazioni, famiglie e scuola.

"Una politica efficace di salute mentale richiede certamente un forte impegno delle istituzioni, ma non può essere delegata ai soli servizi: ha bisogno della partecipazione attiva delle famiglie, delle associazioni e dei cittadini. Costruire una città che cura significa creare legami, integrazione e partecipazione, perché una comunità che cura è una comunità che non lascia indietro nessuno", ha concluso Picci.

Redazione

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