Si è concluso l’incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Francesca Testino, la donna travolta e uccisa il 12 marzo 2025 dal crollo di una palma nel centro di Genova. Nella giornata di oggi, davanti alla giudice, sono stati ascoltati tutti i consulenti tecnici incaricati di chiarire le cause della caduta dell’albero.
Per la vicenda risultano indagate dodici persone, tra dirigenti e tecnici, quasi tutti appartenenti ad Aster, la società partecipata del Comune che si occupa della manutenzione del verde pubblico e del patrimonio urbano.
Nel corso dell’udienza il perito nominato dal giudice, Fabrizio Cinelli, ha confermato la propria tesi, sostenendo che il cedimento della palma sarebbe stato provocato esclusivamente dalla presenza di funghi patogeni che avevano compromesso la stabilità della pianta.
Diversa, invece, la posizione della consulente della procura, secondo la quale le cause sarebbero state molteplici. Tra le concause indicate figurano infatti la progressiva inclinazione della palma, che avrebbe dovuto far scattare interventi a tutela della sicurezza pubblica, e alcuni lavori effettuati nell’aiuola dal Municipio, con la piantumazione di essenze aromatiche.
I consulenti delle persone indagate, assistite tra gli altri dagli avvocati Andrea Boselli e Pietro Bogliolo, hanno concentrato l’attenzione soprattutto proprio sugli interventi eseguiti nell’area, sollevando inoltre questioni relative ai ruoli e alle responsabilità attribuite ad Aster.
“L’azienda svolgeva esclusivamente un ruolo manutentivo e operativo – ha spiegato l’avvocato Boselli – mentre le decisioni relative agli interventi e alle attività che hanno interessato l’area nel corso degli anni non erano riconducibili ad Aster”.
Con la chiusura dell’incidente probatorio, il fascicolo torna ora alla procura, che proseguirà con ulteriori approfondimenti investigativi e istruttori. I difensori chiedono che venga ricostruito in maniera completa il quadro delle responsabilità, delle dinamiche e del contesto che hanno portato alla tragedia. Non si esclude, quindi, che prima della chiusura delle indagini possano essere iscritti nuovi indagati.














