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Attualità | 20 maggio 2026, 12:30

Strade genovesi sempre più sicure, a Tursi firmato il patto tra istituzioni: obiettivo "Vision Zero"

Un accordo interistituzionale tra Comune, Polizia Locale, ACI, INAIL e Motorizzazione Civile per azzerare le vittime della strada. Dalle Zone 30 alla formazione nelle scuole: un piano coordinato per una mobilità più sostenibile

Strade genovesi sempre più sicure, a Tursi firmato il patto tra istituzioni: obiettivo "Vision Zero"

Unire le forze per rendere le strade genovesi più sicure e sostenibili. Questo l’obiettivo dell’accordo interistituzionale firmato quest’oggi a Genova, che vede scendere in campo, in una sinergia operativa, il Comune di Genova, la Polizia Locale, l’INAIL, l’ACI e la Motorizzazione Civile. L’iniziativa si inserisce nel solco delle politiche europee “Vision Zero”, con l’obiettivo di azzerare il numero delle vittime della strada entro il 2050.

A siglare l’intesa, tra gli altri, l’assessora alla Polizia Locale e Sicurezza Urbana, Arianna Viscogliosi. "La firma di questo accordo conferma un metodo di lavoro che consideriamo essenziale: sulla sicurezza stradale le istituzioni devono agire insieme, con continuità e obiettivi condivisi" ha dichiarato la sindaca di Genova, Silvia Salis. "Sappiamo che Genova è una città complessa, con una rete viaria articolata e quartieri molto diversi tra loro. Abbiamo scelto di affrontare il tema con un piano progressivo, che tiene insieme prevenzione, educazione, controlli e interventi sullo spazio pubblico. Le Zone 30, le strade scolastiche, la messa in sicurezza degli attraversamenti e la moderazione della velocità nelle aree più sensibili rispondono alla scelta di rendere la strada più ordinata e sicura, soprattutto dove è maggiore la presenza di bambini, anziani e persone fragili".

Sul fronte operativo, l’assessora Viscogliosi ha rimarcato l’impegno del corpo di Polizia Locale: "In questi mesi la Polizia locale ha intensificato in maniera significativa le attività di presidio, prevenzione e controllo su tutto il territorio cittadino, con particolare attenzione alle aree maggiormente critiche e ai comportamenti che maggiormente incidono sull’incidentalità. I dati mostrano segnali incoraggianti su alcuni indicatori particolarmente sensibili, come il numero degli investimenti pedonali, a conferma dell’importanza di proseguire con un’attività costante di prevenzione, controllo e sensibilizzazione".

L’assessore alla Mobilità sostenibile, Emilio Robotti, ha posto l'accento sulla cultura della strada: "Non parlo soltanto delle Zone 30, che in molte città italiane hanno dimostrato di poter dare ottimi frutti, ma parlo anche dei ragionamenti che stiamo facendo sulle strade scolastiche e sull’utilizzo di dispositivi traffic calming: moderare la velocità in zone considerate sensibili, come vicino alle scuole o ai luoghi di ritrovo, come dimostrato in altre città di Italia, è uno strumento formidabile non solo per sensibilizzare, ma anche e soprattutto per diminuire l’incidentalità".

Il direttore di ACI Genova, Raffaele Ferriello, ha sottolineato la responsabilità collettiva: "La sicurezza stradale è una responsabilità collettiva: non può essere affrontata da un singolo ente, ma richiede una rete stabile, coordinata e competente tra istituzioni, forze dell’ordine, scuola, mondo del lavoro e realtà associative".

Il direttore della Motorizzazione Civile, Pietro Provenzano, ha evidenziato l'importanza della sinergia: "Unire le forze per un fine così importante è fondamentale per assicurare la necessaria costanza che tale attività richiede. Soprattutto, in considerazione degli obiettivi di riduzione dell’incidentalità stradale assunti dall’Italia entro il 2030, in un territorio come quello genovese estremamente complesso dal punto di vista della viabilità".

Infine, Marco Quadrelli, direttore dell’INAIL di Genova, ha ricordato il peso degli infortuni stradali sul mondo del lavoro: "Gli infortuni connessi alla circolazione stradale, in occasione di lavoro e in itinere, sono una componente significativa del totale degli infortuni denunciati all'istituto. In particolar modo, nel nostro territorio caratterizzato da una peculiare orografia, la percentuale dei sopraccitati infortuni è più rilevante rispetto ad altre realtà".

L’accordo punta a una serie di azioni strategiche: campagne di comunicazione, programmi di educazione stradale negli istituti scolastici, percorsi formativi per aziende e lavoratori, esercitazioni di guida sicura e convegni. Il tutto per rispondere non solo alla “Vision Zero”, ma anche agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 e del Piano Nazionale Sicurezza Stradale 2030, mettendo al centro la cultura della legalità e la tutela delle fasce più deboli della cittadinanza.

Redazione


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